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La responsabilità nel volontariato

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Picture by lacey32 on DeviantArt

Una domanda che mi ha sempre fatto riflettere molto riguarda la responsabilità morale, etica e personale che sta dietro a determinati tipi di azioni. Svolgere una qualsivoglia attività libera l’attore (colui che compie l’azione) da tutte le implicazioni di carattere morale, etico, legale e personale se questa azione viene svolta gratuitamente?

Da un punto di vista legale la risposta è piuttosto semplice: no. Secondo il nostro ordinamento giuridico un contratto è tale anche se svolto a titolo gratuito. Pertanto la prestazione dell’opera deve comunque attenersi alla regola d’arte anche quando il lavoro viene svolto senza una compensazione di carattere economico.

Ma da un punto di vista personale, morale ed etico, svolgere una qualsivoglia attività esonera chi la compie da qualsiasi responsabilità se questa attività viene svolta per puro piacere personale?

Mi sento più libero se non chiedo soldi in cambio?

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

5 replies on “La responsabilità nel volontariato”

Non perdiamoci in sofismi, di sicuro NON puoi sentirti libero di “scazzare” le tue mansioni se non ci guadagni: è per il tuo benessere generale! Due righe ancora per spiegarmi meglio con un paradosso: se decido di voler gonfiare gratuitamente gli pneumatici delle auto che passano davanti casa, solo se lo faccio scrupolosamente posso, poi, non sentirmi in colpa se una di quelle auto esce di strada e si fracassa in un burrone! [dico per dire!…] 😉

Credo che comunque la gratuità della prestazione non esima dalla esatta esecuzione..

Parlando con il Call center del NIC mi dissero che loro lo facevano per no-profit ed io gli risposi che era molto meglio se i servizi fossero stati a pagamento ma funzionanti..

Perchè parti dal presupposto che se si fa una cosa gratuitamente è scontato che ci sia la possibilità che la si faccia male?

Piuttosto succede il contrario. E’ più facile che tu faccia una cosa male se sei costretto piuttosto che quando la fai di tua spontanea volontà.

Vedo la cosa all’esatto opposto (come al solito eheh): una cosa la si fa gratis se c’è un presupposto morale e personale che ti muove 🙂 Se no non la fai. Chi te lo fa fare?

La domanda che ti poni è corretta, ma mi sfuggeva una cosa che forse ora ho capito.

Il problema nasce non quando qualcuno fa una cosa gratis, perchè appunto, la motivazione in genere è sufficiente affinchè sia fatta bene (il caso del volontariato), ma piuttosto nasce quando questo qualcuno fa una cosa “per sport”, perchè ne ha voglia.

In questo secondo caso la voglia può benissimo terminare visto che di questi tempi “la voglia” delle persone è più imprevedibile del vento.

@Leonora: do per scontato che ci sia la possibilità che possa essere fatta male proprio perchè questa possibilità esiste.

La possibilità di fare male qualcosa c’è sempre, indipendentemente dal motivo che la spinge. La mia domanda è relativa alla responsabilità in caso avverso.

Come ci si comporta? e come si percepisce questa responsabilità?

Mi piace pensare che le persone si debbano impegnare con responsabilità in tutti i casi.
Ma possiamo constatare che non sempre è così…

Come in tutte le cose dipende dalla libertà e dall’educazione delle singole persone.

Quindi per rispondere alla tua domanda: no, fare una cosa gratis o del volontariato non ti esonera dal farla bene e dall’esserne responsabile 🙂

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