Categories
Amici Filosofia FrontPost Politica religione Video

L’arte di chiedere

questions
Picture by DoBeRaGi on Flickr

Ogni volta che mi è capitato di prendere parte alla presentazione di un libro, ad una conferenza, ad un barcamp, ad un qualsiasi evento in cui un relatore terminava la sua esposizione e dava spazio al pubblico per fare domande ho notato che le reazioni, con una platea italica, assumono quasi sempre due comportamenti: il silenzio o i pistolotti.

Salvo qualche rarissimo caso di domanda pertinente e sintetica, il pubblico tipicamente assume il primo comportamento – il silenzio – quando l’argomento non si presta a discussioni di opinione. In pratica se l’argomento è ben definito, ben esposto e non offre il fianco a critiche ideologiche allora il pubblico si trasforma in una covata di pulcini intimoriti. Se il relatore prova ad esortare qualche intervento troverà solo sguardi sfuggenti, spalle alzate, sopracciglia arcuate che stanno dicendo “io sono appena arrivato, che ti ho fatto di male?”.

Se invece il tema presta appiglio a questioni di tipo morale, legale, politico, religioso il pubblico si popola improvvisamente di ferventi profeti che approfitteranno dello spazio dedicato alle domande per sparare colpi che tengono in canna da settimane, mesi o addirittura da anni. Persone che non parlano mai, che a casa sono abituate a cenare guardando il telegiornale in silenzio, scaricano di colpo tutte le loro frustrazioni in pistolotti della durata media di 15 minuti per colpo.

Tutto questo per dire che la gente, tipicamente, non sa fare domande. Ed infatti nei suddetti pistolotti non troveremo mai un solo punto interrogativo ma decine e decine di punti esclamativi. Forse l’unico povero punto interrogativo sarà presente alla fine di tutto il ragionamento ma solo come rafforzativo della tesi intricatissima presentata al povero oratore sotto forma di “vero?” oppure “giusto?”.

Ben poca importanza assume la tesi esposta dal relatore. Il pistolotto avrà una direzione completamente autonoma. Si parla di religione? Il pistolotto sarà sull’ingerenza della Chiesa. Si parla di scorbuto? Il pistolotto sfrutterà la carenza di vitamina C nel precedente discorso per arrivare a quanto male fa la carne rossa e ai piaceri del veganesimo. Si parla di politica? Apriti cielo.

Un esempio di questo fenomeno lo troviamo anche in rete proprio in questo periodo. Nicola Mattina, insieme al Sole24Ore, ha promosso una iniziativa dal titolo “10 domande per i candidati premier” in cui si chiede alle persone che vogliono partecipare di sottoporre una domanda in video, la quale successivamente verrà votata e le prime dieci verranno sottoposte ai principali personaggi politici in vista delle elezioni di aprile.

Il popolo della rete ha confermato la tesi del pistolotto. Infatti, salvo alcune rarissime eccezioni, le domande sottoposte sono dei pistolotti telematici di prima qualità. Mi sono preso la briga, questa mattina, di fare qualche calcolo. In questo momento sono presenti 38 domande per un minutaggio totale di 54 minuti. Facendo un semplice calcolo si ottiene che la durata media di ogni singola domanda è di 85 secondi circa. E’ presente anche una singola domanda che supera il muro dei 5 minuti.

Ma la storia ci insegna che la domanda più importante, tipicamente non supera i 2 secondi ed è composta di una sola parola: “perché?“.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

7 replies on “L’arte di chiedere”

[…] Raffaella: Forse l’unico povero punto interrogativo sarà presente alla fine di tutto il ragionamento ma solo come rafforzativo della tesi intricatissima presentata al povero oratore sotto forma di “vero?” oppure “giusto?”. … […]

Ottima disanima. Hai proprio ragione.
Anche io quando faccio corsi o formazione rimango a volte con il tempo delle domande finali miseramente vuoto.
Ritengo che spesso sia “colpa” del relatore che non ha saputo instaurare il corretto clima oppure e’ anche suo merito che ha saputo esaurire le potenziali domande anticipandole nell’esposizione.
ciao

I nomi e i cognomi, vogliamo i nomi e i cognomi! In realtà sono curioso di sapere se vengo considerato fra la massa pistolottatrice o fra i rarissimi casi. 🙂

Io le chiamo pippe, mi piace più di pistolotti.
Ricordo che la mia professoressa di filosofia diceva sempre che tutti hanno una risposta pronta per tutto, ma solo poche persone sanno porre delle domande valide.

ehm Luca, se non sbaglio la tua domanda dura circa un minuto. ok, non solo 85 secondi ma neanche 2. spero che tu formulando questo post ti schieri ampiamente nei pistolotti.

Leave a Reply