Categories
FrontPost Humor Lavoro

Ad un passo dal disastro

Oggi ero impegnato un una docenza un po’ fuori dai miei normali schemi. Ho fatto un paio di ore ad un doposcuola organizzato dall’ARCI. Fatto sta che insegno un po’ di tecnologia ai giovani rampolli che passano il pomeriggio facendo i compiti seguiti da alcuni docenti.

Questa pomeriggio stavo cercando di spiegare cosa fosse l’affidabilità e la reputazione delle finti informative a dei ragazzini delle scuole medie. Ad un certo punto delle mie digressioni mi sono infilato in una discesa pericolosissima.

Stavo cercando di farli ragionare su quale fosse il modo migliore per decidere se una fonte di informazioni sia affidabile o meno per cui il discorso è stato:

Io: Come fate a sapere se quello che vedete in televisione sia vero o falso?
Loro: Guardiamo su internet
Io: e come fate a sapere che quello che è scritto su un sito su internet è vero o falso?
Loro: Guardiamo su un altro sito
Io: e come fate a sapere se l’altro sito dice il vero o il falso?
Loro: lo andiamo a cercare su un libro
Io: e come fate a sapere se quello che dice il libro è vero o falso?
Loro: lo chiediamo ai nostri genitori.

A questo punto ho rischiato di commettere un errore fatale, mettere in dubbio l’infallibilità parentale. Mentre stavo per proferire la frase incriminata mi è apparsa una enorme forca, edificata nel giardino dello stabile e i loro genitori che accendevano la pira di legname intriso di benzina sotto di me.

Io: giusto. Chiedetelo ai vostri genitori… ma parliamo d’altro….

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

12 replies on “Ad un passo dal disastro”

A Aenima: E la verità dove sarebbe stata? nella risposta di Luca?
Con tutto il rispetto per Luca ma se la verità non si trova nei libri,nè in internet,tantomeno in tv, nemmeno nei genitori, e chi sarebbe Luca per avere risposte, “vere”?
Senza offesa Luca

La questione non è dove sta la verità. Innanzi tutto perchè la verità non esiste (si sa sono un inguaribile romantico relativista) ma il discorso che facevo con i ragazzi era circa il modo in cui raccogliere informazioni.

Il punto a cui volevo arrivare è che ogni fonte informativa ha una certa affidabilità e l’errore più grande è non considerare che qualunque fonte può avere errori. Quindi si devono usare più fonti e confrontare i dati tra loro.

… e perchè non lo ha detto ai bambini dopo aver detto loro che anche i genitori sbagliano (E SBAGLIANO!!!!!) …. A me capita di essere una fonte inattendibile almeno 20 volteal giorno, e siccome sono conscia non solo di non avere la verità, ma che prima o poi avrebbe scoperto che non tutto quello che dicevo era la verità ma solo il “mio sapere” ho sempre iniziato le frasi con “io la penso così…. ma incontrerai tante persone che la penseranno in un altro modo… tu ti devi fare il tuo pensiero ascoltando tutti, informandoti e andando sempre un po oltre…” io ho un figlio che non ha MAI fatto religione e di solito i compagni che non facevano religione erano di altre religioni ….che uno dei suoi genitore è inaffidabile come fonte di informazione la sa da quando è nato, ma non ti dico le discussioni di ore che ci facciamo e alla fine questa inaffidabilità d’informazione genitoriale mi ha portato un giorno a sentirmi dire da mio figlio “io voglio la psp per essere in qualcosa uguale agli altri, perchè è difficile sempre pensare da soli” .
Se fossi stato uno degli insegnanti di mio figlio non ti avrei messo al rogo ma ti avrei costruito un monumento.

Consultare più fonti, diverse, è opportuno; considerare la loro fallibilità sensato; per arrivare poi alla verifica dei fatti, auspicabile ma non sempre possibile.
Luca hai ragione, ero distratta. Un conto è parlare di informazione un conto discettare sulla verità.

Non sempre le verità scomode sono facili da individuare. Spesso vengono date per vere informazioni di comodo ( anche su giornali seri ), mentre a volte la verità viene accentuata su siti faziosi o comunque interesati.
Per questo motivo, la mia esperienza, mi porta a indicare che la verità è sempre nel mezzo.

Da padre, comunque, sono io che indico a mia figlia di non essere onniscente e quindi di far funzionare la sua testa. Le ho gia’ spiegato che ogni cosa che vuol sapere deve sentire si la mia campana, ma anche informarsi altrove.
In questo modo, ho evitato ai docenti di dover spiegar loro questa cosa 🙂

Leave a Reply