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Grilli per la testa/2

Riporto le conclusioni del pezzo di Alessandro Gilioli.

Primo, Grillo ha una paura fottuta del confronto. Sa che il suo linguaggio apocalittico e assertivo non ha niente a che vedere con lo scambio di idee e con il dibattere. E’ chiuso nel suo monologhismo. Sa di non avere argomentazioni razionali forti per difendere le sue affermazioni a tutto tondo, sa che il confronto lo obbligherebbe a qualche sfumatura e sa che probabilmente le sfumature lo annienterebbero, visto che il suo successo è figlio della sua assertività.

Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. Io gli avevo promesso tre o quattro pagine di intervista su “L’espresso”, lui ha preferito non apparire per poter dire che la grande stampa lo ignora e lo censura. Bene, visto che da qui al 25 aprile andrà strillando al mondo che i giornali non parlano del suo V-Day perché ne hanno paura, si sappia che questo giornale voleva concedergli ampio spazio ma che lui lo avrebbe accettato solo per monologare, per ospitare la sua invettiva, e non per un’intervista. Nemmeno il più tracotante politico della Casta, a fronte di una richiesta di intervista, risponde “O scrivo io da solo e senza domande o niente”.

Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet – e detesta così tanto i giornali – proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. Perfino Berlusconi – dopo i primi tempi in cui mandava le videocassette registrate ad Arcore – ha imparato a rispondere alle domande dei giornalisti. Grillo no. Grillo si trincera dietro Internet per non ricevere domande, per non confrontarsi. Per esaltare, come direbbe lui, le sue caratteristiche di “monologhista”.

Andate a leggere anche l’inizio perchè è molto interessante.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

30 replies on “Grilli per la testa/2”

In linea di massima sono abbastanza daccordo con le tue tesi.. Ma tu pensi che qualcuno dell acasta accetterebbe un confronto a viso aperto.. Grillo alla fine è solo un comico ed un cittadino e nn è tenuto ad osservare troppe regole di confronto mentre gli altri si.. Cosa direbbero Rutelli, Veltroni o Fassino a Grillo.. ? Questo si che sarebbe comico da vedere..

Ciao Luca,

riporto qui quello che ho scritto sul blog di Luca De Biase (ma in questo paese si chiamano tutti Luca? 😉

Ribadisco che Grillo è solo e soltanto un comico. Se Crozza aprisse un blog e scrivesse quello che pensa e che dice in televisione (ricordate Mastella a Ballarò?) avrebbe gli stessi risultati. Chi fa satira, accettabile o meno, vedi Luttazzi, non deve rispondere a nessuno. Mica è un dialogo è un attacco. Avete presente il Vernacoliere di Livorno? Questo paese che, unico al mondo, a dato i natali al fascismo non si capacita come possa esistere qualcuno che faccia satira. Eppure a Roma abbiamo avuto Pasquino, il Belli… altro che Grillo. Pensate ad un blog del Belli o di Pasquino che spara alzo zero contro la chiesa. Ora staremmmo qui ad invocare le leggi liberticide della Cina, come ha proposto qualcuno che ci rappresenta in Europa, per soffocare cotanta blasfemia. Qui si confonde, lasciatemi dire, il dito con la luna. La vera domanda è: perché Grillo ha tanto seguito? Grillo nel bene o nel male è un parafulmine un aggregatore di malessere, di insoddisfazione ed è lì che bisogna guardare.

Grillo non è un politico perchè non è stato eletto da nessuno e non è a capo di nessuna azienda e quindi non deve rispondera agli azionisti ergo non deve rispondere a nessuno perché non rappresenta nessuno. Mica sta scritto sul libro del destino che avrebbe avuto tutto quel seguito. E poi tanto finisce sempre cosi vedi Gesu o Robespierre, tutti prima ti seguono e poi crucifige crucifige oppure ti tagliano la testa in piazza. Nulla di nuovo.

PS

Grillo ovviamente non è paragonabile a certe figure della storia ma questo mi sembra quasi superfluo 😉 Io mi riferisco alla dinamica

Ma le domande di gilioli le avete lette bene?!?

sono inutili e faziose: è come chiedere a chiunque se “tutti i siciliani sono mafiosi?” ….

Ma le domande di gilioli le avete lette bene?!?
e i post di grillo sulla questione giornalisti?
pare di no.

le domande di gilioli sono inutili e faziose: è come chiedere a chiunque se “tutti i siciliani sono mafiosi?” ….

é proprio come ha risposto grillo ” lei non ha capito niente…” e pure voi… aggiungo io

Sul post di oggi di grillo ci sono le risposte sintetiche per quelli che non hanno capito niente…

altro che strategia di comunicazione… rifiuto del confronto dialettico…. bla bla bla…

Cro Gianluca, le domande non sono mai illegittime. Le domande sono domande. Le risposte invece possono essere fuori tema, azzeccate, incomplete, illuminanti o come in questo caso assenti.

E poi guarda è facilissimo rispondere a giglioli, saprei farlo anche io.

Domanda: “I siciliani sono tutti mafiosi?”
Riposta corta: “No”
Risposta media: “Non tutti”
Risposta lunga: “Non tutti ma alcuni si”

Scusa, ma questo articolo e’ identico a questo : http://www.gici.org/blog/2008/01/09/grillooooo/

inoltre, mi chiedo :
Invece di fare una intervista Beppe Grillo e di montarci su un servizio esclusivo su Repubblica ( Grillo non e’ mica l’IPhone ), perche’ non effettuare una intervista a Bassolino a riguardo della situazione in Campania sui rifiuti?

Troppo facile cercare di screditare una persona scomoda vero?

E comunque le ricordo un detto :
“Domandare è lecito, Rispondere è cortesia”.
Quindi, Gilioli puo’ chiedere, ma sta a Grillo decidere se rispondere o meno a determinate domande.
Se non l’ha voluto fare, son fatti suoi.
Lei puo’ rispondere alle seguenti ?
– E’ vero che i giornalisti precari “spesso” riportano notizie di partito in attesa di entrare nelle grazie dei potenti ed ottenere un contratto degno di tal nome?
– E’ vero che i giornali oggi si occupano per lo piu’ di diffondere manifesti di partito e sempre piu’ raramente di fare REALE INFORMAZIONE?
– E’ vero che un Grillo ed il suo V-Day, con il suo popolo, sono stati minimizzati nello scorso V-Day dalle testate giornalistiche?
– Cosa ne pensa del V-day scorso? Cosa ne pensa del prossimo?
– Cosa ne pensa della Casta dei politici?

ho scritto domande “inutili e faziose”, aggiungo e spiego: domande che non contribuiscono ad un dialogo sulla questione, una presa in giro ed un invito a ripetere cose già dette e scritte.

chiunque può domandare quello che vuole, se non sa farlo non riceve risposte.

Ma grillo ha comunque risposto nell’ultimo post chiarendo una questione lapalissiana. forse perchè si è dato troppo risalto alla “mancata intervista” ed a tutte le speculazioni successive.

è un post inutile per chi aveva già capito contro cosa si muoveva grillo, per quelli toccati dall’articolo di gilioli, beh spero si siano ripigliati.

“i siciliani sono tutti mafiosi?”

4)risposta di una vittima della mafia: “non ti meriti neanche una risposta!”
5)risposta di un omertoso: “niente sacciu, niente vidi”

anche la non risposta è una risposta in fondo

Caro Luca,

mi sa tanto che sbagli di grosso.

In uno stato di diritto c’è anche il diritto di non rispondere. Mica è obbligatorio… fino ad ora 😉

Inoltre come ci insegna la storia di domande faziose i vari regimi ne hanno prodotte a bizzeffe. Hai presente i tribunali Santa Inquisizione, Processi Nazisti e processi Stalinisti?

Lei dunque è un traditore? Un nemico dello stato? Risponda alla domanda del Pubblico Ministero.

saluti

caro Roldano,
certo che abbiamo diritto di non rispondere, e che certe domande possono essere trabocchetti ben congegnati. Ma c’è differenza tra una domanda trabocchetto mentre sei su un letto di chiodi e una intervista molto disponibile di un giornalista che sin ora si è distinto per onestà intellettuale. E comunque quelle domande non mi sembrano niente di preoccupante.

Luca,

io non entro nel merito, il giornalista può essere un pezzo di pane e l’intervistato il suo esatto contrario. Il problema è il metodo e i tempi.

Come si presume che Grillo debba (debba?) rispondere a certe domande.

Qualcuno potrebbe chiedere al giornalista perché
mai si stia occupando di Grillo e non di quello di cui parla Grillo. Culto della personalità rovesciato?

Questa cosa è un pochino sospetta, non ti pare?
Magari serve solo per tirare le vendite. Hai visto che putiferio si è scatenato? Quanti accessi oggi su L’Espresso? Quanti clic sui banner?

Sembra che Noam Chomsky una volta abbia detto che i giornali non vendono più le notizie ai lettori ma i lettori agli inserzionisti. Ecco questo mi sembra proprio il caso.

CARO GRILLO ALESSANDRO GILIOLI HA SCRITTO UN ARTICOLO SULL’ESPRESSO in cui afferma che lei pur richiedendo visibilita’ per IL VDAY2 CONTRO I GIORNALISTI ha rifiutato la sua intervista.

lei l’ha rifiutata noi l’abbiamo intervistato :

SE VOLETE ASCOLTARE L’INTERVISTA A GILIOLI:

ecco il link :

http://www.namir.it/irradio/gilioli.htm

massimo d’andrea.

Salve duce,
vedo che ha cancellato il mio post.
Sempre piu’ democrazia tra le Vs. fila eh?

Baciamo le mani!

Ora mi aspetto che cancelli anche questi.
Ma magari lo lasci :
In sintesi il mio vecchio post cancellato era :
– Come mai il tuo post è uguale a quello di GiCi?
– Come mai vi state accanendo contro Grillo e non contro Bassolino ( per esempio di politica? )
– Come mai fate domande a cui date gia’ una risposta?
– Come mai una persona deve essere obbligata a rispondere? Non l’ha fatta e l’avete schernita su tantissimi siti ( addirittura su Repubblica ).

Mi spiace aver postato il mio commento precedente ( ma non e’ piacevole vedersi tappata la bocca ). Spero che questo resti e gli venga data una risposta.

ATTENZIONE

ho preso paro paro una lunga risposta dal blog dell’espresso, perche’ smonta fino ai minimi termini l’impianto della accusa a Grillo, evidenziando, in maniera molto istruttiva, che cosa si puo’ davvero fare con un edificio retorico ben congegnato.

E’ proprio vero che la Rete ha al suo interno gli anticorpi giusti 🙂 🙂

# Alessandro ha scritto:
11 Gennaio, 2008 05:34

Caro Gilioli,
l’assertività è una struttura di DIALOGO (non monologo) artificiosa che evita accuratamente certe parole scomode come la parola problemi, e quindi invece di chiedere ad un interlocutore che problema c’è si dice: come posso aiutarla?
L’assertività evita accuratamente di porre domande chiuse, ovvero quelle domande le cui uniche risposte sono sì o no.
Questa è l’assertività, viene palesemente utilizzata nei rapporti commerciali e in tutti i front end, perlomeno così dovrebbe essere ma non è, perchè i dipendenti che fanno quei lavori a contatto col pubblico dopo un pochetto che la applicano si dimenticano delle sue regole e nel contempo si scocciano d’utilizzare una struttura di dialogo così artificiale, per cui smettono di utilizzarla progressivamente ripescandola solo nei casi di conflitto con avventori aggressivo polemici, e non per altro, quindi una tecnica artificiale da dialogo e non da monologo.
Questa è l’assertività.
Ormai chi fa un corso di comunicazione ha l’assertività inserita nel corso, robetta conosciuta dai più.

Per cui ora parto dalle sue domande.

Gli chiedo ad esempio se non ritiene che i giornali e la Rete possano convivere, visto che la tivù non ha ucciso la radio.

E’ molto probabile che i giornali di carta e la rete non possano convivere perchè pare (sarà felice del condizionale sul mio controfattuale=posizione debole finchè non diventa realtà) che la rete possa sostituire contemporaneamente giornali e tv, e azzardando poco forse anche la radio, dato che in web attualmente tutto questo è già racchiuso in un unico mezzo, in ogni caso una strategia razionale seria porterebbe ad uniformare il mezzo con contenuti differenti, cioè scritto, audiovideo con scritto o meno, solo audio, tutto su web.
Non penso che i giornali in quanto scritto possano venire eliminati dal web ma fusi per incorporazione in esso.
Già accade quanto ho appena scritto, per cui la spontanea evoluzione della cosa è indirizzata lì e la rete permette un feedback inverso da fruitore media verso il media, che altrimenti non c’è, permettendo alla voce del popolo di prendere posizione su tutto e la cosa è evidente, lo sto facendo sulla testata dell’Espresso.

Se non crede che grazie alla loro buona salute economica molti giornali possano fare anche ottime inchieste, e gliene elenco alcune di questo e di altri giornali. Gli faccio l’esempio di Mastella, su cui diversi giornali hanno fatto inchieste ampiamente riprese dallo stesso Grillo nel suo blog.

No, ottime inchieste lo dice lei, pare che le ottime inchieste le faccia la magistratura e poi viene fermata dalla politica con l’appoggio di campagne mediatiche con logiche dementi (De Magistris, Forleo, per indicare solo gli ultimi), quando va bene i giornali migliori sono dei panini alla Mimun dove si trova tutto ed il contrario di tutto, cioè alla fine s’ha confusione e come dice Umberto Eco: nei media chi parla per ultimo si prende la ragione!
Poi dato che la buona salute economica dei giornali dipende più dagli investimenti pubblicitari che dal numero di copie vendute la invito a dire pubblicamente quante volte gli uffici Relazioni Esterne di Telecom, Enel, Eni, Fiat (per citarne solo alcuni dei grandi inserzionisti che fanno pressioni), sono intervenuti sull’editore per armonizzare quanto viene pubblicato, cioè telefonate alla Berlusconi Saccà (pecunia non olet).
La libera informazione è impossibile in un sistema capitalistico per il semplice fatto che si dovrebbe liberare prima il sistema dal potere del capitale su tutto il resto e poi sarebbe libera sempre che non venga strangolata dal potere politico, per cui no, mancano i prerequisiti e l’analisi non è mia ma di Chomsky.

Gli chiedo dunque se non pensa che sia sbagliato mettere sullo stesso piano i quotidiani di partito inesistenti che prendono soldi direttamente dallo Stato e i giornali veri – magari perfino utili al dibattito sociale e al controllo sulla politica – che hanno solo detrazioni postali e contributi per la carta.

Le ho risposto prima, comunque le do ancora qualche parola, saranno parole da accademia.
Lei sta giocando alle differenze per rompere il sottile nascosto fil rouge che lega le cose sopra la loro apparente caoticità.
E’ un noto sistema retorico che si fonda sulle 7 inconciliabili opposizioni della semiotica di qualsiasi linguaggio (si veda U. Eco in Semiotica e Filosofia del Linguaggio, qui non dimostrerò le 7 opposizioni 1 ad 1).
L’insieme giornali è un insieme.
Com’è noto nell’insieme Giornali ci sono altri sottoinsiemi, quelli di partito, quelli dello psiconano, quelli di confindustria, etc.
E’ noto da tanto tempo (fin da Zermelo & Fraenkel) che i singoli componenti appartenenti ad un insieme ed ai suoi sottoinsiemi non hanno mai rapporto di identità (è il segno uguale, questo: =) ma rapporto di relazione (è il segno che somiglia all’uguale, questo: ≡), per cui l’appartenenza all’insieme media che è sottoposto al potere economico unito a quello di casta politca non può che fluttuare di valore da relazione a realzione ma non sparire (altrimenti non apparterebbe all’insieme media, lapalissiano), per cui se s’intende risolvere il problema (come vede non sono assertivo) è necessario eradicare la questione sterilizzandola a pieno.
La sua piccola boutade retorica è caduta qui, ai piedi di Zermelo & Fraenkel, per le generalzzazioni espresse con la semantica inclusa nella semiotica la rimando ai fuzzy concept (concetti SFUOCATI perchè composti da relazioni mai identiche) per cui nuovamente all’ottimo testo di U. Eco su Semiotica e Filosofia del Linguaggio, le generalizzazioni sono espressioni correttissime quando hanno un riscontro reale, il loro limite è la mancanza di identità con presenza di relazioni congiunta all’impossibilità di completezza, cioè in volgare: parlano della mutevole rete di relazioni di una tendenza generale escluse poche eccezioni, e francamente ora che ho finito mi sono pure divertito a fare questo sunto di Semiotica del Linguaggio.

Gli chiedo se è consapevole che con l’abolizione totale e indistinta delle provvidenze probabilmente morirebbero voci come il Manifesto o come l’Internazionale, su cui lui stesso scrive una pagina ogni settimana, e gli chiedo se questo secondo lui sarebbe un passo in avanti per la nostra società.

Questa ovvietà non c’è, un traslaggio dalla carta al web eliminando i costi di stampa e distribuzione?
Riducendo la forza della pressione economica degli investimenti pubblicitari?
Oppure le potrei dare tante altre risposte, rimane il fatto che i giornali sono sotto la leva del potere economico e poi politico, per cui non sono liberi, fanno propaganda, più che informare.
Non riesco ad affezzionarmi ad alcuna propaganda.
Noto con piacere che questa domanda porta ad un rischio di contraddizione con la prima domanda, cioè qualsiasi risposta si dia alla prima domanda la risposta che qui viene data deve essere coerente ad essa altrimenti chi risponde si contraddice.
Lei non c’ha messo pochi minuti nel fare le sue domande, ha preparato molto bene tutto l’impianto retorico di questo pezzo, sta facendo propaganda, abbia il coraggio e buongusto di dirlo.

Gli chiedo perché nel discorso di Capodanno ha esaltato come “ultimi giornalisti liberi” Biagi e Montanelli contrapponendoli a tutti gli altri, visto che anche Biagi e Montanelli scrivevano sui grandi giornali secondo lui servi e di “casta”.

Perchè si sono ribellati alla forza di quel potere economico di cui ho citato in seconda risposta mutuando il giusto pensiero di Chomsky.
Rispondo anche a questo cortocircuito smontandolo.
Un sistema finto democratico ma sotto controllo completo del potere economico e politico dove la libertà di stampa è solo una parola vuota, per fingersi democratico deve lasciare spazi marginali ai dissidenti reazionari e così facendo si autocrea (autoreferenza auotofaga, tecnica furba) l’alibi all’accusa d’essere un regime.
Per esempio negli USA i testi di Chomsky ci sono, ma sono relegati in unica copia negli antri bui e polverosi delle biblioteche, così facendo non si può dire che non sia libero di pubblicare e che i lettori non siano liberi di fruirne, si rende semplicemente difficilissimo trovarlo e marginale la diffusione del suo pensiero analitico (sono solo tecniche furbe).
Altro esempio, il caudillio Franco lasciava gli oppositori liberi di fare satira ed altro nei teatri, era marginale l’impatto comunicazionale.
Montanelli e Biagi sono diventati esempi d’impertinenza al sistema di potere quando esso è diventato così sfacciato con lo psiconano che ogni tolleranza di mediazione era impossibile.
Lo psiconano ha sabgliato molto, è stato troppo grezzo, tracotante e palese, non subdolo come è questo sistema a finta democrazia con finta libertà di stampa.

Gli chiedo se in questo suo condannare senza eccezioni i giornali e i giornalisti ce n’è qualcuno che salverebbe, che secondo lui non fa parte della casta.

Questo è il gioco: chi salvi dal buttare giù dalla torre?
Qualsiasi risposta che non sia descrivere cos’è la domanda posta comporta una motivazione che si rivela ingiustificabile all’infinito, per cui opinabile all’infinito.
Francamente al posto di Grillo (quindi con la sua posizione) con queste domande le avrei risposto papale papale le sue stesse parole, questa non è un’intervista fatta con 2 domandine buttate lì in 2 minuti, è un prodigioso potentissimo attacco semiotico semantico retorico studiato con sapienza e ne sto tratteggiando i passi per fare vedere al web con che gente abbiamo a che fare, studiate per fottere il prossimo, come cantava Luca Carboni in una nota canzone.
Quanto scritto in precedenza porta a rispondere NO.
Questo suo articolo porta a rispondere NO.

Gli chiedo se considera parte della casta anche quelle migliaia di giornalisti sottopagati e precari che ormai lavorano in gran parte delle redazioni.

Sì, casta dell’informazione, fanno parte della macchina di propaganda del sistema, non se ne vede ribellarsi sia al loro sfruttamento economico che al loro servislismo al sistema finto democratico finto libera informazione.

Gli chiedo come può dire che tutti i giornalisti sono casta, visto che la grandissima parte di loro ha come unico privilegio il biglietto gratis ai musei, e per il resto si paga come tutti gli altri comuni mortali la casa, il cinema, il treno, l’autobus, il biglietto allo stadio e così via.

Lo sono, fate parte del sistema di controllo del popolo (sempre per l’analisi di Chomsky).

Già che ci sono, gli chiedo perché non risponde mai agli altri blog, visto che predica i blog come mezzo di comunicazione dell’avvenire.

Ma perchè un Blog non è un Forum!

Con tutte le differenze che comporta.

Perchè non la vedo sul Blog di Grillo a rispondere?

Perchè ho visto al TG1 di Riotta la mail di un blogghista messa in chiaro accusandolo d’avere minacciato un giornalista del Tempo che ha fatto un pezzo scandaloso?

Perchè visto che conosco la persona, i fatti, ho visto il video, conosco tutto, ed è una palese strumentalizzazione, è passato tutto come i blogger di Grillo sono dei pericolosi violenti e tutto proprio dopo il V day?

Sa quanti perchè le posso porre, su sgommi a scrivere un altro pezzo, con la sapienza con cui ha scirtto questo, ma sappia che ogni giorno che passa fallisce sempre un po’ di più.

Questa è la libera informazione che abbiamo in Italia, na buffonata con sapienti utlizzatori delle parole per saponare i cervelli del popolo.

Arrivederci Gilioli.

Piesse
Piovono parole, parole di fuoco, parole di verità, anche se lei scrive piovono rane e chi legge per comprendere cosa c’è scritto si forma diligentemente nell’occhio della sua mente in mdo automatico inconsapevole l’immagine di una pioggia di rane non tutti quelli che leggono sono inconsapevoli degli automatismi mentali, della semiotica, della semantica, delle strutture retoriche, per cui ora deve per forza di cose immaginare me.
E la sto guardando sorridendo, dall’alto al basso e dal basso all’alto, a voi casta media e non media bisogna mangiarvi in testa.

@Maurizio: ovviamente i due post sono uguali perchè entrambi sono una citazione dell’ultima parte del post di Gilioli.

Non mi sto accanendo contro Grillo. Riporto solo quello che dice Gilioli, del quale seguo il blog. Sarei molto felice se si scoprisse che non è vero quello che è successo e che tutto fosse un malinteso.
Cosa centra Bassolino in tutto questo?

In questo contesto non ho fatto domande ma quando si fanno domande retoriche a persone interessanti (perchè grillo è effettivamente interessante) la speranza è quella di ricevere una risposta illuminante al di fuori della retorica. Solo che avviene raramente.

Nessuno è obbligato a rispondere ma un personaggio pubblico ha maggiori responsabilità di un privato cittadino. Che gli piaccia o meno.

PER LA CRONACA: il tuo vecchio commento era finito in antispam. L’ho recuperato.

@Phitio: Va bene il commento è interessante, ma non ho capito chi firma un così lungo discorso. Grillo in persona, un suo scudiero o un suo seguace?

Ciao Luca,
grazie per aver risposto e per aver recuperato il commento.
Bassolino l’ho tirato in mezzo, perche’ in questi giorni, Napoli sta vivendo un periodo molto buio, e Gilioli invece di pensare ad una possibile intervista a Bassolino e sul perche’ per 14 anni si è fatto finta che Napoli non avesse problemi di smaltimento rifiuti ( o di come sono stati spesi i soldi erogati dal Comune ), ha pensato bene di intervistare Grillo per il suo V-Day2.

Che sia chiaro, non difendo Grillo a spada tratta ( mi sta simpatico, ma nulla piu’ ), ma che un giornale, si mette a ironizzare sulla “non risposta” di Grillo…

Ciao Luca,
l’altro giorno, nel mio ultimo post, ho dimenticato di chiederti scusa per l’accusa rivolta.
Il mio gesto era nato per una cattiva interpretazione al mio commento non ritrovato pubblicato.
Ti chiedo quindi scusa per averti additato in quel modo, dato che la cancellazione del commento è nato dall’antispam e non da te.
Scusami ancora, mi dispiace davvero.

Attento Luca, perche’ stai scarrocciando pericolosamente lontano dal payoff del tuo blog…
Grillo non ha risposto alle domande perche’ le domande non sono significative… Giglioli, in altre parole, nel flusso di dati che ci scambiamo produce soltanto bit poco significativi; e’ obsoleto e rientra perfettamente in quella categoria di giornalisti che non valgono quanto Biagi e Montanelli e quindi non vale la pena citare quando si parla di grandi giornalisti.

SE (non lo do per scontato) fosse così, le domande di Giglioli sarebbero in effetti quelle di uno che della rete e dell’operato di Grillo non c’ha capito un cazzo e pertanto non ne vale la pena rispondergli (e magari e’ anche pericoloso farlo, visto che se la suona e se la canta da solo: vedi le sue deduzioni in quel post); e il resto sarebbe solo dietrologia di chi ha altri motivi per screditare Grillo (es: i giornalisti perche’ Grillo intende “incentivarli alla deontologia professionale”; dei blogger, visto che Grillo e’ il N.1 delle classifiche; etc).

“la non risposta fa riflettere”, bene, vero, ma in quale direzione? Solo quella della (s)fiducia, dell’interpolazione, della paranoia, visto che non essendoci stata risposta si possono solo fare ipotesi. Ed e’ bene tenerlo sempre bene a mente quando si e’ di fronte a “non risposte” perche’ altrimenti si diventa facili prede della paranoia e della dietrologia.

E riportare Giglioli e’ poco computer credo, molta fuffa marchettara. Capisco che puo’ suonare velenoso, e proprio per questo argomento (se ti stessi dicendo “bravo”, o non ti ritenessi una persona valida, non servirebbe argomentare): la rete e’ il risultato di regole che si definiscono spontaneamente in percorsi che non prevedono alcun contraddittorio… procedure cioe’ agnostiche rispetto al contenuto della regola… IETF infatti – che come sai bene mantiene le rfc a cui tutti i computer devono aderire perchè conditio sine qua non all’esistenza della “parte abitata della rete” – si occupa soltanto di verificare l’aderenza alla forma necessaria a presentare una regola affinche’ possa tornare utile a chi la legge e eventualmente la vuole adottare. Il confronto si fa fuori del “procedimento legislativo” e avviene come sui blog: tu scrivi qui, io scrivo (se ne avessi uno) sul mio, poi c’e’ chi ci aggrega entrambi e fa uno XOR tra le mie cazzate e le tue idee; e infine se a me non sta bene l’rfc che hai prodotto tu, adotto un altro protocollo considerando che e’ superiore al tuo e ne faccio un’altra rfc… dopodichè su 100 ci saranno 40 amministratori di sistema che scelgono a mia rfc, e 60 che scelgono la tua… perche’ “i loro XOR” (i neuroni) hanno decretato che la tua e’ tecnicamente migliore della mia… e quindi la mia andrà lentamente a morire perche’ chi la usa perdera’ la possibilità di interagire con la maggioranza degli altri sistemi. Si chiama autodeterminazione (o come sono solito chiamarla quando voglio provocare per studiare le reazioni dell’interlocutore: anarchia funzionante), e i sistemi in questione siamo noi uomini.

I neuroni fanno XOR e l’attività cerebrale e’ una serie di XOR… tanti dendridi in ingresso che ricevono *passivamente* i segnali, e un solo assone in uscita che *obbliga* il neurone successivo a valutare i suoi risultati: calcolano il rapporto segnale/rumore e restituiscono solo la parte utile; anche il nostro cervello cioe’, funziona come IETF e quindi Internet.

Grillo e’ cioe’ assolutamente compliant alle regole della natura e alle regole di Internet: dice la sua in totale liberta’ perseguendo i suoi obiettivi e invitando gli altri a fare altrettanto affinche’ la diversita’ aumenti… andando, tra le altre cose, a correggere implicitamente le eventuali cazzate che dice. Questo procedimento – che tra noi tecnici potremmo chiamare “controllo di ridondanza cicliclo”, ma che i bloggers più accaniti… che sono più naif dei tecnici… amano chiamare “autoreferenzialità” – GARANTISCE implicitamente l’errore minimo possibile. Aumenta i volumi di rumore+segnale… ma garantisce che l’informazione arrivi integra all’altra gamba del link. E lo fa in un modo che e’ impossibile da controllare in modo assoluto come accade ad esempio su stampa e TV (“nel broadcasting”, one way). Il motivo per cui e’ impossibile da controllare risiede nella meccanica quantistica, ma non sono in grado di argomentare correttamente e chi può farlo lo ho solo in conversazioni private che per ovvie ragioni di privacy non posso andare ad incollare a destra ed a manca; ma sto producendo dei video che spero di poter mettere in circolazione prima possibile… al momento il primo episodio e’ in germania per la traduzione…

Giglioli, come noi d’altronde (chi più chi meno), siamo abituati ad una pochezza di dendridi tale da non riuscire a concepire le cose in modo diverso. Chi più chi meno. E Giglioni ne ha pochi; pochissimi (di dendridi; non di neuroni; e’ una persona intelligente, ma e’ in difficoltà e questo in genere fa scureggiare il cervello anche ai più intelligenti). Poveraccio, non e’ colpa sua; e’ fisiologico e riguarda la biologia di un individuo adulto che ha gia’ superato la fase in cui riesce ad adattarsi più rapidamente ai cambiamenti repentini. Il suo e’ un problema strettamente anagrafico, e sta lottando contro la sua obsolescenza. Perche’ lui – come il direttore del Tg1, del Tg2, etc – puo’ notare soltanto l’aumento dei volumi, ma i suoi neuroni non sono configurati nel modo necessario a distinguere l’aumentato rumore, dall’aumentato segnale utile.

(Ovviamente la mia e’ solo una metafora, e non priva di errori; ad esempio il Prof. Boncinelli, biologo e fisico direttore della SISSA, ti direbbe che il cervello degli uomini non e’ cambiato di una virgola tra la generazione dei nostri padri e noi… al massimo e’ più attivo in alcune componenti piuttosto che altre; per lo meno così mi diceva a novembre scorso; pero’ facciamoci a capire e non a fare il pinocchio sulle incongruenze della metafora)

Questo E’ il computer credo:

– Access to computers – and anything which might teach you something about the way the world really works – should be unlimited and total. Always yield to the Hands-On Imperative!
– Mistrust authority – promote decentralization.
– Hackers should be judged by their acting, not bogus criteria such as degrees, age, race, or position.
– You can create art and beauty on a computer.
– Computers can change your life for the better.
– Don’t litter other people’s data.
– Make public data available, protect private data.

E ti sfido a negare che lo sia… perche’ per farlo dovresti rinnegare tutto, a partire dal free software, per rimanere impassibile sulla tua posizione. E sarebbe per me una delusione enorme…

Ora rileggi attentamente quelle frasi e confrontale con quello che fa Grillo; magari se non hai tempo ora… non ora… ma prima di scrivere altre stronzate su Grillo perche’ l’obbligo che impone a tutti di considerarlo durante i nostri XOR ti ricorda troppo da vicino l’obbligo di emigrare per trovare un paese dove non sei obbligato a fare la fame per garantire a D’Alema e Tronchetti la barca a vela…

@mfp: non prendertela a male ma non riesco a leggere tutto il commento. Mi perdo verso metà.

postulato di Hikari:
dato un commento di n>10 linee, si definiscono superflue n-10 linee. Comportarsi di conseguenza.

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