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Flash Humor

Il vero blogger non lo riconosci dalle occhiaie…

… ma dalle stronzate che racconta ai giornalisti.

Il pezzo uscito oggi sul correre magazine resterà nella storia (cioè fino alla prossima settimana) per le stronzate che i singoli interpellati hanno avuto il coraggio di dichiarare a Stefano Landi, il giornalista che firma l’articolo.

C’è chi vanta 20 mila visite al giorno, chi mette in ginocchio il Pentagono, chi fa la morale alla superficialità dei blog italiani, e poi la chicca finale: “non metto più le cose importanti sul blog, meglio tutelarsi vendendole ai quotidiani. Tv e radio ci saccheggiano”. Subito dopo che il giornalista aveva parlato di condivisione.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

34 replies on “Il vero blogger non lo riconosci dalle occhiaie…”

Ma che ognuno faccia quello che vuole 🙂

Stronzate o no l’articolo serve per far conoscere una realtà web diversa, ma soprattutto vera.
Per me è tutto di guadagnato per l’ambiente 😉

beh, mio caro, se le cinque righe che mi sono dedicate sono da considerare come metro, io credo che l’articolo consista in interpolazioni da giornale scandalistico e travisamenti.
non mi stupisce affatto che i blogger appaiano stupidi, vista la grande discrepanza tra ciò che ho detto al giornalista e ciò che è finito sul giornale.
l’articolo è molto molto triste, comunque.
(e io non scrivo mai di notte 😉 )

Beh, questo ambiente 😀
Fatto di gente che scrive si commenta e si confronta.

Hai idea di quanti ci prendano per pazzi o socialmente instabili?

L’articolo ha mille difetti, scritto da chi non conosce la realtà. Ci sono caxxate, ma chissà quanta gente ora leggerà i blog delle persone citate e via blogroll, commenti ed altro si farà un giro per leggerci.

Boh, io lo vedo comunque come un vantaggio. Chi diceva “…basta che se ne parli…” ?

Da una rassegna omnicomprensiva sulla top100 mi aspettavo solo brevi flash di estrema banalità. Il testo l’ho scorso velocemente, a casa stasera me lo rileggo ma non mi sembrava degno di nota.

Un pezzo del genere scritto seriamente meritava la storia di copertina e almeno 4 pagine di testo.

Invece qui abbiamo le fotografie tipo muro dei partigiani e 3500 battute a dire tanto.

E hanno preferito me ad iBaby. Ma come sono messi?

A leggero l’articolo, non ti viene una gran voglia di andare su internet a conoscere i bloggers. Quindi l’effetto “basta che se ne parli” secondo me viene a mancare.

@Luca, mi piace quando riporti i discorsi alla ruvida concretezza del mondo reale 😀
@Breznev: il giorno in cui verrò intervistata o assisterò a un evento, e sul giornale leggerò proprio quel che ho detto o che ho visto, invece di un coacervo di interpretazioni dettate non si capisce se dalla disattenzione o dall’ubriachezza.. ah, che gran giorno!

In effetti ho trovato l’articolo decisamente comico. La parte che mi riguarda è ridicola e romanzata all’eccesso. Però non sono d’accordo sul fatto che sia così negativa per il “nostro ambiente”. Non è vero quello che è scritto nell’articolo ma in alcuni passi potrebbe essere interessante per un lettore esterno al mondo internet. E poi arrivare subito dopo Jessica Biel mi ha fatto piacere! 😉

Quell’articolo è uno squallido recinto in cui sono state rinchiuse qualche decina di nomi e facce assieme a una carrellata di luoghi comuni, e fin qua hai ragione.
Il tutto è peraltro basato su quella che ormai è la classifica interna di quello che ormai è solo un social network che conta link interni alla mini begosfera italiana (blogbabel), il che contribuisce a rendere il tutto ancora più triste.

Il fatto che su poche decine di immagini siano dovuti arrivare alla posizione 230 (!) della classifica per riempire la paginata fa pero’ pensare qualsiasi lettore attento, seppur non esperto di criccosfera – ti assicuro, che quell’articolo rappresenta solo qualche specifico malato di protagonismo che non vede l’ora di far uscire il suo url e la sua faccia su un giornale, costi quel che costi, a prescindere da quello che c’è scritto intorno.
Del resto siamo in una società dove è importante per molti garantirsi quei 5 minuti di fama per il proprio autoaccomplishment, e poi ritornare alla propria grama vita. Per fortuna so di molte persone (che ora stimo di più) che hanno semplicemente rifiutato questa e tanto altro pattume.

Ora, lasciando da parte l’articolo di cui tutti si saranno dimenticati tra due giorni, tranne chi si è ritagliato la pagina e se l’è incorniciata, e venendo al tuo commento nello specifico: tu parti da un presupposto, per te “la rete è condivisione”, e quindi trai delle conclusioni.

La verità è che il blog è solo una piattaforma di publishing, per cui non c’è da meravigliarsi che ci siano tante persone che perseguono dei fini diversi dal tuo, e il cui unico obiettivo sia finire sulla pagina di un magazine e sentirsi famose, anche solo per 5 min.
Se la vedi da questa prospettiva non c’è da meravigliarsi se l’unica cosa di cui qualcuno si lamenta è che gli vengano dati dei “crediti” per quello che fa.

In quest’ottica parlare di “ambiente” e di “senso di appartenenza” è uno dei concetti più assurdi che si tentano di far passare, se mi permetti. A me vengono i brividi al solo pensiero di essere chiuso nello stesso recinto virtuale con certa gente – tra cui qualcuno dei commentatori a questo post, non me ne vogliano – brrrr.

Ecco come stanno i fatti, è una menzogna quella pubblicata dal giornalista del corriere.

Questa è la copia dell’email inviata al Sig. Stefano Landi, autore dell’articolo:

“Signor Stefano,
io le do 48 ore di tempo per rettificare le parole che ha scritto sul mio conto sul magazine del corriere della sera e non scherzo.

Le ho detto chiaramente che il mio successo non derivava dal post sul Nokia N95, perchè quando ho lanciato quel contest avevo gia 8.000 visite uniche al giorno, il triplo di blogger noti come Pandemia o Sw4n per esempio.

LE HO DETTO CHIARAMENTE che non dipendeva da quello.

NON LE HO MAI DETTO CHE PER SCALARE LA CLASSIFICA HO PENSATO A QUESTO “STRATAGEMMA”.

NON LE HO MAI DETTO CHE M’INTERESSAVA LA CLASSIFICA.

INVECE LE AVEVO SEMPLICEMENTE DETTO CHE per arrivare a certi livelli ci ho messo solo passione e costanza, cioè scrivere quasi 1.200 articoli da solo in 7 mesi, anche se pioveva, con la tempesta, con la neve, di sabato, di domenica, di natale, di capodanno, IO COMUNQUE HO SEMPRE POSTATO!

QUESTO LE HO DETTO!

Questa sua menzogna da bar, sta avendo una ripercussione nei miei confronti molto dannosa, con danni morali e d’immagine enormi.

Ora, se entro 48 ore non uscirà un comunicato ufficiale di rettifica sul Quotidiano Corriere della sera cartaceo e sulla versione web, andrò presso le autorità giudiziarie e sporgerò regolare denuncia.

Inoltre mi recherò dal mio avvocato, gia messo al corrente dell’accaduto per procedere a un risarcimento danni milionario.

Spero vivamente per lei che riesca a risolvere il tutto, perchè non scherzo, e sono INCAZZATO come una iena.

Saluti

Angelo Di Veroli
http://www.geekissimo.com“

ma certo che le nostre parole, o almeno le mie, sono state assolutamente travisate! Normale, ho sempre letto articoli così.

Sembra che io vendo le notizie ai giornali:) o che faccio soldi col mio blog!:)

Ma ha fatto del suo meglio, non conosceva l’ambiente né i blog, così ha detto, e ha chiesot un po’ in giro, sensazionalizzando le notizie e le parole. Fanno tutti così i giornalisti. Non riportano “la storia” ma creano la notizia.

Io credo però che sia stato tutto positivo, nel complesso.

Ciao Luca

Chiedo scusa, ma in un mondo tecnologico come il nostro, nessuno di quelli che dicono che la loro intervista è stata modifficata, si è procurato un registratore per poi postare sul blog l’originale?

Mi stupisce!

Il vero blogger lo riconosci dalle occhiaie perché passa la notte al pc…
La vera blogger, invece, la riconosci dalla cellulite perché passa ore seduta davanti al monitor??

..vi ho mai raccontato di quella volta in cui un giornalista mi intervistò sul tema F/OSS (linux, ecc.) in corrispondenza con il FuturShow di Bologna (quando ancora era lì)? Ve la servo fredda. L’intervista finì su Panorama, allungata del doppio sui problemi di sicurezza, con un titolo che richiamava pirati e hacker, un trafiletto con il bel faccino dell’Ad MS che parlava degli investimenti fatti per la protezione dei dati aziendali.

Forse volevano semplicemente sputtanarvi, hanno gettato l’amo.. avete abboccato. Chiedetevi piuttosto “perché” e a chi farebbe comodo sminuire la blogosfera italica (anche quella mignon di blogbabel).

E’ sempre stato così… anni fa inviai una lettera a PcProfessionale dove spiegavo per filo e per segno (con tanto di log del traffico e istruzioni per risolvere il problema sugli access server Cisco) che, nel momento in cui la connessione si pagava cara e Tiscali guadagnava sui tempi di connessione, Tiscali impediva l’uso di sistemi anti-idle (“disconnetti dopo X minuti se non c’è traffico”, ma ogni 20 secondi arrivava un pacchettino inutile, traffico igmp che neanche oggi si usa sulle connessioni consumer; pacchettino che faceva saltare il timer; e si rimaneva sempre collegati anche senza usare il collegamento). Hanno pubblicato la lettera stralciando le parti più tecniche e, udite udite, modificando il mio testo… che non erano verba volantis… dopodichè mi hanno “spiegato” che il traffico di rete si compone dei miei dati e del traffico di servizio icmp (iCmp non è iGmp, e non potevano aver commesso un erorre così grossolano… c’erano addirittura i log dello sniffer!) necessario a veicolarli… fortuna per loro ero minorenne e non potevo querelarli.

Che dire… non credo che il giornalista sia querelabile; lui ha scritto ciò che ha capito durante l’intervista… se non vi sta bene dovete provare che le vostre parole sono state profondamente alterate. Provare!

E non credo nemmeno che ci sia un ritorno positivo da un articolo scritto con i piedi; perchè è una questione di imprinting… guardate il caso degli hacker… sono ancora dei briganti che rubano tramite il computer; magari i blogger hanno capito che non è così, ma nell’immaginario collettivo di chi è subito dopo i blogger… è ancora così; e probabilmente lo sarà a memoria imperitura.

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