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Sporcarsi le mani

dirty hands
Picture by TimelessImages on DeviantArt

Dice Mafe (trovandomi d’accordo):

Questo blog è uno spazio personale e non sarà mai in vendita, neanche per il miglior tramezzino del mondo. Chi vuole vendere il suo blog e la reputazione con esso guadagnato, è liberissimo di farlo, ma per favore, non mettetemi (non metteteci, che il Maestrino sottoscrive) nello stesso campo da gioco.

La critica più frequente a questa presa di posizione è la seguente: si certo voi parlate ma c’è chi si sporca le mani lavorando.
No cari, la teoria delle mani sporche perchè si lavora fa acqua da tutte le parti. Ed è anche piuttosto indisponente perchè sembra che noi se ne stia qui a grattarci il sacchetto maronaio (*). Come ho già avuto modo di sottolineare in altre occasioni, qui si tira il carretto per chiudere i conti alla fine nel mese.

Non mi ha mai fatto schifo sporcarmi le mani, ma non per questo preparo il pranzo senza essermele lavate. Quando si fanno le cose si possono fare in modo etico e in modo furbetto. Io sono della prima scuola e piuttosto ci rimetto di mio, ma il furbettismo proprio non lo sopporto.

Organizzare eventi mascherati, sfruttando il buon nome generato dalla comunità per vendere aspirapolvere o conti bancari, declamarsi portatori della verità duepuntozero senza pagare il relatori che partecipano ai panel (che poi costano un botto a quelli che vanno a vederli), usare le classifiche per dare valore alle persone dietro ai blog, sono tutti comportamenti furbetti che io non sopporto.

E un’altra cosa che non sopporto, e la dico qui e mai più, è quando qualcuno si mette in testa ad una spedizione e si prende in faccia tutti i rami bassi. Poi riceve le email di incoraggiamento in forma anonima. Oppure le telefonate la domenica pomeriggio che ti dicono che hai ragione perchè anche a me quella vota è successo che bla bla bla. Ecco forse è il caso di scriverlo sotto i commenti lasciati dagli scudieri nemici. O forse il 95% dei blogger sono neutrali tranne quando devono mettere il fazzoletto rosso nell’angolo del blog, contro una dittatura che non sanno neanche indicare sulla cartina geografica?

(*)non uso spesso queste espressioni sul mio blog, ma stavolta ci voleva proprio.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

11 replies on “Sporcarsi le mani”

io ho sempre pensato che l’italiano medio si metta sotto i piedi i propri valori se c’è un tornaconto personale….. e per seguire la massa. Andare contro corrente e sostenere il proprio credo costa fatica e a volte ti isola….però credo sia il giusto modo di vivere…… per quel che io conto (nulla o quasi) hai il mio sostegno, io è una vita che cerco di vivere secondo i miei ideali, e a fatica tiro la carretta per chiudere i conti alla fine nel mese. FORZA E CORAGGIO!!!!

luca, è un discorso generico o ti riferisci a qualcosa in particolare?
perchè, così com’è, è naturale essere d’accordo con te, anche se mi viene da dire che quando c’è in mezzo God Dollar ci saranno sempre persone che perdono la propria etica, dentro o fuori la rete.
è un difetto dell’uomo, non degli strumenti che sceglie

io cmq ti sostengo, e lo faccio qua
🙂

Luca, condivido, e ad alta voce. Anche per chiudere i conti alla fine del mese c’è modo e modo, e io sono per stare dall’altra parte rispetto ai furbetti, nonostante la concorrenza furbetta si faccia sentire eccome.

Eheh forse capisco il riferimento al Tramezzino, di turno: si perchè sono d’accordo con te Luca ma trovo noiosi questi discorsi che escono ogni tanto fuori. La mia l’ho detta sul blog ioni fa e la ripeto qui: ognuno faccia come vuole, tanto se non possiede etica sul lavoro o nella vita allo stesso modo sarà sul blog, senza distinzione.
Bisogna avere il coraggio delle proprie azioni, errori, e di portare fino in fondo la causa che si segue senza fare l’indiano: sia anche un fazzolettino rosso sul blog come tu dici ironicamente. Perchè non mi è entrato nulla il dedicarmi qualche giorno al Free Burma; e l’ho fatto con altri ragazzi in maniera spontanea,senza chiederci nulla in cambio. E’ solo un piccolo esempio: possibile che all’estero questi discorsi sono molto ma molto irrisori rispetto a tutto il resto? Ecco,forse è il contesto che è diverso; senza fare alcun esterofilismo.

Ho sempre creduto poco alle parole, tantomeno se non seguite da fatti. Mi sembra eticamente discutibile erigersi a giudici di se stessi, stabiliranno gli utenti se il blogger in questione è più o meno “venduto”, personalmente il parametro pubblicitario in una scala di valori per valutare l’onestà di un blog è irrilevante (IMHO), credo di essere ancora in grado di stabilire dai contenuti la persona che leggo. Mi piacerebbe, da utente/lettore, non essere trattato da idiota.

*Dario: con la questione birmana mi pare ti siano entrati qualcosa come 60 link (vedi Blogbabel), non mi pare proprio il nulla. Non metto assolutamente in dubbio la buona fede di nessuno, sia ben chiaro.

@aggery: Potrei anche dire cheho perso non so quanti soldi perchè per una settimana è rimasto quasi un solo ed unico post ma non lo dico. Avrei potuto anche ricevere link da qualche grande magazine ma non lo dico. Io conto i contenuti non i link; non avrei mai imaginato e l’ho già scritto che anche altri abbiano voluto seguire la semplice iniziativa che abbiamo fatto. Ci sono comunque report dettagliati sul sito di Free Burma nella sezione News. Credo sia meglio qualcosa del genere (anche se ribadisco utile fino ad un certo punto) che dei vuoti contest.

Tu sei un informatico Luca… passare ore davanti alle console ti dona una logica particolare che gli altri non hanno. Ci vuole ancora un po’ di tempo per cambiare i comportamenti che denunci. I blog sono soltanto la penultima iterazione… se non fosse che esistono buoni motivi per cercare di accelerare i processi naturali, ti direi di dare il tempo al tempo.

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