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I’m the king of bongo bong

watermelon
Picture by hungrysky on Deviantart

Tutti i cittadini italiani di sesso maschile, superati i cinquant’anni di età vengono accomunati da una capacità di cui vantano soggettiva eccellenza. Un’arte appresa dai loro padri, giunta ad essi dai rispettivi avi, discendenti da storici cultori di questa scienza esatta: saper suonare la scorza del cocomero per determinarne dal suono lo stato di maturazione.

Se a strizzare i kiwi e ad ammaccare le pesche sono capaci anche le relative consorti durante la spesa settimanale nel moderno ipermercato, essi, gli umarel resi famosi delle recenti tecnologie, se ne stanno in solitudine competitiva, sgomitando al cassone delle angurie.

Memori del loro passato rurale, seppur abbiano sempre vissuto a due passi dalla stazione ferroviaria e non sappiano distinguere un grosso cane da una mucca, i cinquantenni italici sono portatori di questa conoscenza percussionistica e i loro occhi si illuminano non appena scoprono che è arrivato il sabato mattina e quindi poche ore li saparano dalla loro dimostrazione di virilità ortofrutticola.

Se al supermercato ognuno gioca per sè, al mercato in piazza cambia tutto e l’antica socializzazione ritorna a farla da protagonista. In questo contesto si scambiano opinioni e consigli, e soprattutto si fa coalizione per umiliare e allontanare colui che preferisce mantenersi fuori dalla fila, suggerendo che la maturazione non richieda alcuna percussione ma sia sufficiente osservare il picciolo del grosso ortaggio citrullo.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

7 replies on “I’m the king of bongo bong”

ne deduco che tu sei uno di quelli che – orrore! – mangia un’anguria QUALSIASI 🙂

io cmq sono anni che percuoto. magari non sarò scenico come i tuoi amichetti del supermercato, ma ritengo di avere un buon orecchio per la maturazione, oltre che essere un batterista 😉

@Tambu: non mangio un cocomero qualsiasi, semplicemente riconosco la mia inettitudine nel prevederne l’interno mediante percussione.
Se possibile pratico l’azione del tassello preventivo.

[…] De Profùndis 17Ago07 avrei voluto vestirmi di una frivolezza tutta ferragostana, di quella leggerezza inutile che hanno le chiacchiere d’agosto o certe riviste inutili come la sabbia nel costume. parlare di qualche sciocchezza o di cocomeri, lasciare che il ghiaccio si sciogliesse dentro al drink e attendere che le ombre si allungassero fino al mare, e invece i giornali continuano ad uscire e a riportare notizie che affronto assonnato al mattino. a volte non mi sveglio neppure cmalgrado il profumo tipografico dell’inchiostro e scorro le pagine con un colpo d’occhio distratto e passo oltre, ma poi ci sono quei giorni che, come oggi, sobbalzo e mi rattristo di fronte alla notizia della scomparsa di Max Roach. […]

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