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Il titolo di questo post lo decido dopo (no ormai resta questo)

E va bene, ho scritto e riscritto questo post ormai dieci volte. Le cose che voglio dire sono due: mi stanno antipatiche le “iene” e non sopporto neanche da lontano la religione e la chiesa cattolica in special modo.

Nonostante tutto vorrei invitarvi a guardare questo video e vorrei sapere le vostre opinioni in merito.

Ogni volta che un prete dice qualcosa che mi trova d’accordo, io sono a disagio.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

14 replies on “Il titolo di questo post lo decido dopo (no ormai resta questo)”

Luca, è il solito equivoco di fondo che porta a fare l’equivalenza gerarchie ecclesiali=chiesa cattolica

Diciamo pure che la religione (LA religione? tutte le religioni?) non ti piace. E ok.
La chiesa cattolica (discorso applicabile a tutte le religioni) è fatta da tutte le persone che credono. E molti, moltissimi non condividono le posizioni (che non sono dogmi della fede) delle gerarchie.

Quindi non sentirti a disagio quando condividi idee e convinzioni con…”persone a cui è capitato di non essere atee”! 😉

@Svaroschi: Non credo proprio che sia un equivoco. Non è vero che le religioni non mi piacciono, sono piuttosto buffe e dvertenti, un po’ come i film di harry potter, ma con un pizzico di xenofobia, vendetta, razzismo, ignoranza e sodomia che le rende assai più spettacolari nella trasposizione cinematografica.
Le persone a cui è capitato di non essere atee non mi mettono a disagio fino a quando non estendono le loro superstizioni medievali alla mia persona. E questo accade ogni giorno.

Pur condividendo quello che dice svaroschi quando differenzia la gerarchia dalla chiesa, io non ammetto che nella chiesa molti fedeli continuino a lottare all’interno.

Penso che a tutti piaccia avere le spalle larghe e i privilegi… per questo non abbandonano la chiesa cattolica.

Quindi quando certi fedeli mi dicono di lottare dall’interno rimango interdetta… Ammiro di più chi prende le distanze dai faraoni del vaticano (come li chiama Barbero) per condurre una battaglia dall’esterno, alla luce del sole.

P.S. per la cronaca, non sono cattolica ma credo in Babbo Natale.

@Svaroschi. Essere credente non significa nulla: anche gli ebrei e i mussulmani sono credenti e finanche gli atei. Il problema è in cosa si crede: se si è cristiano si crede in Cristo e in tante altre cose e si crede che queste cose siano accadute realmente. Se ci si professa cattolici, si deve credere in tante altre cose. Benedetto XVI le ha sintetizzate così:

I diversi dogmi cristologici e mariani; la dottrina dell’istituzione dei sacramenti da parte di Cristo e la loro efficacia quanto alla grazia; la dottrina della presenza reale e sostanziale di Cristo nell’eucarestia e la natura sacrificale della celebrazione eucaristica; la fondazione della chiesa per volontà di Cristo; la dottrina sul primato e sull’infallibilità del romano pontefice; la dottrina sull’esistenza del peccato originale; la dottrina sull’immortalità dell’anima spirituale e sulla retribuzione immediata dopo la morte; l’assenza di errori nei testi sacri ispirati; la dottrina circa la grave immoralità dell’uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente.

Queste non sono cose opzionali su cui si può discutere se si è cattolici. Molti dei cattolici che io conosco fanno riferimento a una religione annacquata a loro uso e consumo. Praticamente nessuno si è preso la briga di leggere i testamenti… di fatto sono cattolici per inerzia!

@Nicola: era per fare un minimo di distinzione. La frase “non sopporto la chiesa cattolica” vuol dir poco, per questo mi pareva pù corretto far notare che i due termini di quell’equazione non sono equivalenti. Ciò detto, nell’economia del mio punto di vista, non indico con “credenti” quelli da fede annacquata, come li chiami tu.
Poi va anche osservato che quello che citi del cardinal Ratzinger (che nel 1998 non era ancora papa e questo fa un po’ di differenza) fa riferimento a dogmi e credenze di fede, non alle posizioni etiche che citi nel tuo post.
Per chi fa parte della gerarchia è un po’ diverso, ma mi pare che il cristianesimo non sia un regime totalitario, prova ne è il fatto che al suo interno c’è gente che ha opinioni differenti in merito a molti argomenti, vota in modo differente ecc.
Appena ho tempo stamattina provo a rispodenti bene anche sul blog (tanto per cambiare sto per fare tardi al lavoro! :P)

@Luca: sembrerà paradossale ma sarei davvero contenta se tu avessi ragione e xenofobia, vendetta, razzismo, ignoranza e sodomia si potessero ascrivere e circoscrivere solo alle religioni. Piuttosto ho come il sospetto che *anche* la testa della gente abbia qualche responsabilità in tutto ciò.

@Livia: ma tu fai riferimento ai preti o ai fedeli? Perchè parli di privilegi e spalle larghe, poi parli di lotta dall’interno dei fedeli e poi fai riferimento a Barbero. Vorrei rispondere a quello che dici ma vorrei evitare un discorso che non c’entra, mi chiariresti meglio per piacere? 🙂

@svaroschi sono stata forse poco chiara, cmq mi riferisco a tutti: preti e fedeli. Anche essere un fedele della chiesa cattolica è un privilegio e dà sicurezza. Si appartiene a un’istituzione, si hanno delle leggi ben definite e le spalle sono ben protette (nel caso dei preti, anche dal punto di vista economico). Conosco molti fedeli cattolici (soprattutto omosessuali) che non entrano a far parte di comunità cristiane alternative solo perché preferiscono avere una lunga tradizione alle spalle (che però – proprio perché si trova alle loro spalle – glielo mette a quel servizio)…

Posso chiederti come pensi che dovrebbero fare preti e fedeli?
Se l’obiettivo e’ far cambiare idea come si puo’ farlo dall’esterno?

Ci sono preti come Barbero (e altri) che fanno la differenza. Ma non esistono solo i “preti di rottura”, ce ne sono molti altri che denunciano quello che vedono attorno ma continuando con la loro vita di tutti i giorni. E non parlo solo dei preti che combattono contro la mafia, ad esempio, ma anche di quelli che tutti i giorni fanno la differenza con le loro “vite normali”.

Poi, boh, guarda, la chiesa cattolica non e’ uno Stato, ci sono dogmi si’ ma non “leggi ben definite” (io di solito penso alle leggi come a quelle di uno Stato ma magari tu intendi una cosa diversa).
Insomma, io non generalizzerei, basta guardare questa intervista doppia. Non e’ che tutti i sacerdoti vivano nella ricchezza, anche se ci sono moltissime situazioni comode e di comodo.

Quanto ai fedeli si’, molti ne ricevono vantaggi ma di solito parliamo di gerarchie., o cmq di conoscenze.
Forse ho un punto di vista e un’esperienza diversa dalla tua, mi spiegheresti cosa intendi con “spalle sono ben protette” (parlando di gente comune, intendo)?

Una strana forma di epurazione al contrario, simile a quella politica… le persone valenti vengono buttate fuori…

Ad un certo punto viene spontaneo chiedersi quale dei due segua il vangelo. Don Benzi mi pare sia un po’ carente… ama il tuo prossimo… com’era? Chi è che l’ha detto?

E’ un video che davvero spiega tante cose…
Spiega perchè i cattolici non riescono più a credere, o a frequentare con continuità le chiese…
Se già all’interno dello stesso Vaticano possono esserci posizioni cosi profondamente diverse, è difficile da credenti capirci qualcosa…

Ogni volta che un prete dice qualcosa che mi trova d’accordo, io sono a disagio.
Beh, questo è un problema tuo. Mica del prete. E direi che è un problema abbastanza infantile. Ci sono stati grandi preti e preti ridicoli: perché vietarsi ideologicamente un’eventuale comunanza di idee?

Poi, permettimi: “Odio la Chiesa Cattolica” è un’affermazione che nemmeno i bambini… prendi i punti essenziali ed argomentali, che così non ha davvero senso tenere un blog.

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