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Pirateria ed equo compenso

jolly roger
Image by SpacePirateCaine on DeviantArt

Pirateria ed “equo compenso” sono strettamente legati da sempre.

I corsari

Il corsaro era un capitano di nave al quale un governo conferiva una “lettera di marca” che lo autorizzava ad attacare le navi nemiche. La nave apparteneva ad un armatore privato che investiva in questo genere di attività sponsorizzata dai governi. I corsari erano quindi privati cittadini che solcavano i mari alla ricerca di tesori “legali”. Tutto ciò in tempo di guerra.

In tempo di pace, la “lettera di marca” era sostituita di una “lettera di rappresaglia” che autorizzava i mercanti a a rifarsi delle perdite subite a causa dei pirati. Il mercante, o chi per lui, era autorizzato a derubare i sudditi di un paese da cui sudditi fosse stato a sua volta derubato.

Equo compenso

Ogni volta che si acquista un supporto vergine (CD, DVD, ecc) una parte del prezzo viene destinata all’industria della distribuzione per ripagare gli ipotetici danni derivari dall’utilizzo non consentito di tale supporto. Dato che non sarebbe stato possibile esprimere in questi termini la legge, perchè sarebbe stato come tassare un coltello perchè si ipotizza che verrà piantato nella schiena di qualcuno, allora l’equo compenso non va a ripagare gli autori in caso di utilizzo illecito. Li va a ripagare “ufficialmente” della copia privata che l’utente andrà a riversare sul supporto.

Poco importa che il cd vuoto possa essere usato come spessore per rimettere in pari un tavolo traballante o come supporto per le foto delle vacanze. Una persona potrebbe anche pensare che una volta pagato l’obolo di acquisto gli verranno perdonati gli utilizzi poco limpidi che ne andrà a fare, ma ancora una volta deve ricredersi. Proprio il fatto che l’equo compenso si riferisca alla copia privata (lecita secondo la legge) non va a costituire una sorta di oblazione nel caso in cui effettivamente il supporto finisca per contribuire illecitamente alla distribuzione di materiale coperto dal diritto d’autore.

Pertanto, si paga un equo compenso ma che tanto equo non sembra proprio.

Che dire… all’arrembaggio!!!

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

3 replies on “Pirateria ed equo compenso”

La cosa veramente ridicola di questa pagliacciata è che sulla già iniqua sovrattassa che si somma al prezzo del supporto vuoto si deve anche pagare l’iva. Una tassa sulla tassa, quindi.

Ragazzi, io penso sarebbe ora di adeguarsi un poco: siamo o no in Europa? Gli altri paesi la pagano questa tassa? A me sembra di no, e allora perchè continuare a subire?

in effetti si potrebbe provare una sorta di petizione online e chiedere aiuto alla comunità europea, come ha fatto andrea d’ambra per l’abolizione del costo di ricarica…… non so se qualcuno lo ha già fatto.

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