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Transformers

autobot
Image by Georgetremarco on DeviantArt

E alla fine sono andato a vedere il filmaccio americano. Premetto che rivelerò un sacco di cose quindi se dovete ancora andare a vederlo, magari non proseguite la lettura.

Cosa mi aspettavo, ricordando gli anni 80

I Transformers hanno influenzato positivamente la mia adolescenza e quella di tutta la mia generazione. Il boom imformatico degli anni 80 era accompagnato dal suono degli autobot che cambiavano forma. Ho sempre creduto che prima o poi un’auto si sarebbe trasformata in un congegno antropomorfo armato. Per cui credevo che avessero mantenuto la linea originale in cui l’interazione con la realtà era pressochè nulla. Tutta la storia ruotava attorno ai robot e basta. Nessun riscaldamento globale, nessuna interazione umana, nessun conflitto preesistente. Tutta la battaglia era tra i buoni e i cattivi robotici.

Il film nel 2007

Ci hanno messo dentro il conflitto con l’iran (che tra l’altro deve ancora svolgersi, ma si sono portati avanti), con la cina, gli hacker (una bionda e un panzone che ascoltano i segnali della rete come il canto dei fringuelli nel bosco), ebay, i telefonini della nokia, il presidente americano idiota e con i calzini orribili, l’eterna lotta tra i servizi segreti “”segreti” e i servizi sergreti “non segreti”.
Inoltre non ci sono le pettinature stravaganti degli anni 80. Hei! Io ho pagato un biglietto per vedere quelle pettinature!
E poi i combattimenti sono incasinatissimi. Non si capisce mai chi sono i buoni e chi sono i cattivi. Tutti i robot sono dello stesso colore e non si capisce niente mentre si azzuffano. Io li avrei dotati di una bella pettorina smanicata. Arancione per i buoni e blu per cattivi, un po come nelle partite di calcetto. Forse la trama sarebbe stata un po’ da modificare, per giustificare la presenza delle pettorine, ma la chiarezza durante le mirabolanti zuffe ne avrebbe giovato assai.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

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