Categories
Amici Filosofia FrontPost Lavoro

Personal blog e diritto di replica

crab
Image by Neo53 on DeviantArt

Una mia cara amica ha un blog. Il blog inizia ad avere un certo seguito e lei sta diventando piuttosto conosciuta. Una sera va in un locale della riviera e come succede a tutti, almeno una volta nella vita, ha una banale discussione con la gestione del locale che termina con una risposta molto scortese da parte della cassiera.
La mia amica scrive un post sul suo blog in cui racconta l’accaduto dal suo punto di vista.
In poche ore il suo post finisce in seconda posizione su google, proprio sotto al link non funzionante dello stabilimento balneare.

Le reazioni sono estremamente interessanti:

la blogosfera

La blogosfera appoggia completamente la mia amica prendendo per vero tutto il suo racconto e le consiglia di pubblicare recensioni negative su tutti i siti più visitati che trattano l’argomento.

arriva la controparte

La titolare dello stabilimento di cui si fa menzione nel post scrive un commento piuttosto piccato in cui cerca di giustificare l’accaduto da un punto di vista gestionale ma sostanzialmente non si scusa per l’accaduto. Le offre un eventuale rimborso se si presentasse di persona e ad un certo punto la accusa di averli sputtanati tramite “ufficio stampa”.

la controparte chiama gli amici

non si capisce se spontaneamente o su solleciatazione, successivamente anche altre testimonianze si mettono a difesa dello stabilimento balneare senza neppure capire quello che era successo: una cassiera scortese e un banale malinteso (che però la mia amica ha pagato fino all’ultimo centesimo).
I commenti al suo post aumentano e continuano a fare leva sulla serietà del locale, sull’igiene, sulla fatica e sul lavoro. Nessuno ha ancora capito quanto scritto dalla mia amica.
Arriva persino qualcuno che ipotizza la possibilità di portare la controversia in tribunale.

La mia amica risponde

Dopo la raffica di amici fedelissimi del locale in oggetto, la mia amica cerca di riportare la discussione sull’argomento spiegando che il problema non è l’igiene del locale, ne la sua serietà. Il vero motivo del post è stata la battuta infelice della cassiera.
La mia amica inizia a valutare l’ipotesi di cancellare il post dal suo blog.

La blogosfera capisce ma la controparte no

La controparte continua a portare testimonianze di come i fatti si siano svolti in un altro modo. Non prendendo neppure in considerazione l’ipotesi di scusarsi dell’accaduto e riconoscere alla mia amica il sacrosanto diritto di lamentarsi sul suo blog personale.
La blogosfera suggerisce alla mia amica di non eliminare il suo post, semmai di farne uno nuovo in cui chirisce la situazione. La mia amica è veramente dispiaciuta di come si stanno mettendo le cose.

Conclusioni

I blog, anche quelli personali, permeano sempre più le nostre vite disconnesse. Uno stabilimento balneare, tipicamente lo stereotipo di relax e forse la cosa più lontana da un blog che si possa immaginare, si trova a combattere la sua piccola battaglia per la reputazione, in un terreno che dimostra di conoscere poco.
Qui non ci sono uffici stampa e non c’è neppure il diritto di replica. Qui ognuno è padrone a casa propria e risponde solo al codice penale. Poi esistono dei comportamenti che favoriscono la correttezza e tipicamente ai blogger piace essere definiti neutrali. Fatto è che lo sono fino ad un certo punto. I blogger, amanti della loro libertà espressiva, a volte sono un po’ troppo leggeri nell’uso che fanno delle loro parole e non possono negare di godere ogni volta che possono puntare il dito contro qualcuno o qualcosa. Soprattutto se si tratta di una entità disconnessa.
Non è il caso della mia amica, che ha dimostrato equilibrio e moderazione nel post che ha fatto e nel suo successivo comportamento. Alcuni dei suoi sostenitori, nei primi commenti, la invitavano a colpire più forte.
La controparte a sua volta ha dato alcuni segni molto curiosi e degni di nota. Innanzi tutto non ha colto il significato del post, preoccupandosi solo che il proprio nome non fosse vicino alla frase “io ve lo sconsiglio”. Secondariamente ha fatto, in modo un po’ rozzo, quello che i blogger fanno sempre, chiamare gli amici. Solo che non lo ha fatto in modo delicato e furbo, ma lo ha fatto in modo aggressivo come quando da ragazzini al campetto si chiamavano gli amici grandi per far paura a chi non ci restituiva il pallone.

Mi rendo conto che non ho fornito neanche un link al blog in oggetto. Ma la mia amica mi ha chiesto espressamente di non farlo e di non citare lo stabilimento incriminato. Fatto sta che ci sono moltissimi indizi che vi possono guidare alla ricerca del post incriminato. Inoltre io i miei amici li metto in blogroll…

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

12 replies on “Personal blog e diritto di replica”

Che situazione…

Mi spiace dirlo, ma il titolare di quell’esercizio ha fatto una grande sciocchezza andando a commentare sul blog e portando i rinforzi.

Se il titolare si fosse lamentato della cosa in una piazza o nel suo ristorante, forse avrebbe anche ricevuto il plauso dei presenti: ma non si va a correre su una pista sconosciuta senza conoscere il percorso e gli ostacoli.

Problema suo: ormai la reputazione se l’è giocata.

Questa storia mi suona familiare:

1. Ho parlato non bene di un ristorante calabrese dicendo che avevo mangiato male, e gli amici dei ristoratore mi hanno risposto che si tratta di una brava persona e di un grande lavoratore che la mattina va a pescare. E chi lo hai mai messo in dubbio: io ho solo detto che non mi è piaciuto il cibo!

2. Ho parlato decisamente male di un ristorante di Roma e dopo una serie di commenti da parte del ristoratore, qualche giorno fa mi è arrivata una diffida del suo avvocato con tanto di minacce per diffamazione (quando il mio avvocato mi avrà consigliato in merito, ne parlerò ovviamente).

3. Ma non sarebbe molto più semplice dire: “ci spiace che non si sia trovato e bene e per dimostrarle che si è trattato di un episodio isolato, abremmo piacere che tornasse a visitarci presto”. Non chiedo di essere invitato gratuitamente, ovvio, ma almeno un’ammissione che potrebbe essere stata colpa del ristoratore o che – almeno – ci sia correità tra una serata andata storta al locale e al cliente… E che diamine!

Ciao ciao
Nicola

Mah, io non ho mai pensato di essere neutrale. Esprimo opinioni, che tali sono e come tali vanno prese. Tutto questo correre alla querela per diffamazione (non è il caso della tua amica, per fortuna) mi preoccupa non poco. Vorrei che si tutelasse di più la libertà di espressione, come fanno negli USA.

Qui bisogna ficcarsi in testa che le persone parlano delle loro esperienze. Che lo facciano sul blog o al bar è solo una questione di scala. Tocca che si abituino, queste “brave persone”, e che imparino a dialogare.

Non è questione di puntare il dito. È questione di esprimere un’opinione.

Sto leggendo i commenti lasciati nel blog e sto rimanendo sconcertato per “lo squadrone della morte” che tale bagno ha organizzato per commentare “contro la bloggante” come se tutte le colpe fossero sue. Io vedo il blog personale come un posto dove scrivere tutto quello che ti passa per la testa senza paura e senza abbassare la testa mai… peccato che stia diventando sempre più un’arma a doppio taglio, soprattutto in questo caso dove “google ha fatto il suo sporco lavoro in poco tempo”… 🙁

Il problema vero è che, come ho avuto modo di approfondire ultimamente, il concetto di diritto penale che sottostà a situazioni simili (la tua amica, Nicola Mattina, io – sebbene io avessi smaccatamente torto) è alquanto aleatorio e fumoso.
Per dire, a fare una querela è un attimo, e già bisogna scegliere se andare o no in tribunale. A trovare un giudice che capisca di internet quanto lo stabilimento è ancora più facile. Quantomeno bisogna pagare l’avvocato.

Insomma, avete capito. (e se non avete capito, ma seguite il mio blog) capirete presto 🙁

Questo è il bello della libertà di informazione.
Io spero che questi comportamenti portino piano piano alla ricerca della qualità dei servizi offerti.

Un cliente di un ristorante ritiene di non aver ricevuto la giusta cortesia dovuta e non può dirlo pubblicamente? e riceve minacce per averlo detto? Ad ogni buon conto evito il locale, va a finire che minaccia/querela anche me.
Buona vita.

Secondo me stiamo assistendo alla rotta di collisione fra la blogosfera e il mondo “reale”. Nell’essere blogger un po’ di accortezze del giornalismo spicciolo ci vogliono, senza per questo creare un vero e proprio codice dei blogger: se racconto un fatto devo poterlo circostanziare, dare diritto di replica, sentire un punto di vista di verso.

Facile, ad esempio, riferire di un conto troppo alto in un negozio o in un ristorante (si confrontano i prezzi riportati nero su bianco con quelli di un altro esercizio analogo). Meno facile e meno neutro fare un pezzo su una frase detta a voce.

Con tutto questo, voglio bene ad Elena e mi piace come scrive. La reazione della controparte è smisurata e denota una non conoscenza del mezzo di comunicazione. Dal canto mio, oltre a suggerire allo stabilimento di aprirsi un blog, offrirei la pubblicazione di un post con una loro email di chiarimento.

Ho proposto svariate volte loro di scrivermi un post di chiarimento. Hanno declinato l’offerta. L’ho ribadita a voce due giorni fa. Non sono interessati ad altri articoli sul mio blog.
Giusto per sgomberare il campo dalla questione “diritto di replica” che mi pare ci sia ampiamente stato.

Leave a Reply