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Fauna da conferenza 2.0

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Picture by BionicDan on DeviantArt

Internet e il Web2.0 hanno dato origine all’evoluzione di nuove specie animali che popolano le conferenze di settore. Varianti di questi esemplari hanno storicamente abitato ogni genere di contesto sociale ma le moderne tecnologie e il clima mite che contraddistingue le conferenze del settore TLC hanno favorito la riproduzione e la diffusione di questi esemplari caratteristici.

La formica gadgettifera

Questo esemplare raccoglie ogni genere di gadget e lo conserva per i rigidi mesi invernali. Si dice che nella sua abitazione siano presenti cimeli storici di grande pregio: la spilletta della apple appartenuta ad Adamo ed Eva, il portabadge con cui Mosè fu ammesso nella terra promessa, la maglietta originale dei garibaldini sbarcati a Marsala. La formica gadgettifera è instancabile e può trasportare fino a 20 volte il proprio peso, purche sia omaggio.

L’aquila impicciona

L’aquila impicciona sfrutta la sua vista acutissima per interessarsi degli affari altrui. Normalmente la si trova appollaiata sulla spalla di qualche malcapitato che sta lavorando al computer. Quando costui si volta e le fa il tipico segno “che vuoi?” lei argomenterà il suo interesse in modo circostanziale. Sosterrà infatti di non aver letto nemmeno un riga della chat in corso, ma che il suo interesse sia esclusimanete di carattere professionale verso il tipo di software in uso sul pc della sua vittima.

Il videolemure

Il videolemure riprende tutto quello che succede senza nemmeno preoccuparsi se abbia un senso oppure no. Passerà tutta la settimana successiva cercando un significato alle sue riprese per poi rallegrarsi di se stesso sostenendo che i contenuti ed il mezzo siano esattamente la stessa cosa. Ogni ricordo del videolemure sta nei tre pollici del monitor della videocamera.

Il ghiro interrogativo

Questo simpatico animaletto sceglie le file più tiepide delle sale da conferenza per accoccolarsi ed entrare in letargo. Al suo risveglio, alcune volte, decide di porre domande al relatore. Le domande molto spesso hanno a che fare con le sue visioni oniriche o con il titolo della conferenza. Raramente sono collegate agli argomenti esposti dal relatore.

L’oca da compagnia

Questo volatile dalle esili fattezze è al centro di numerosi studi etologici in quanto curiosamente priva del centro nervoso primario. Priva di cervello espleta la sua funzione di accompagnamento ad alti dirigenti o personaggi di potere. Spesso è dotata di cartellina, blocco note e penna per prendere appunti. In realtà il suo ruolo è quello di dare una fisicità gradevole all’ego del suo simbiotico accompagnatore.

Il moscone pernicioso

Il moscone pernicioso svolazza di sala in sala alla ricerca di un gruppo di persone da tediare con il suo ronzio. Normalmente il suo arrivo è caratterizzato da un fuggi fuggi generale. Le sue vittime preferite sono deboli di carattere e con poca fantasia. Esse infatti non avranno mai il coraggio di disfarsi di lui e non riusciranno ad inventarsi scuse improbabili per allontanarsi.

Il suino sbrodolone

Il suo territorio è il buffet. Ogni conferenza che si rispetti ospita almeno un esemplare di questo ungulato. Lo si riconosce dalle macchie di unto sulla camicia e dalla cravatta trifolata. Riesce a percepire la pausa pranzo anche con 30 minuti di anticipo e sarà pronto a grufolare sui tramezzini non appena il conferenziere accennerà la possibilità di interrompere la sessione mattutina. Successivamente al pranzo sarà calmo e silenzoso come un pitone che ha ingoiato una cassaforte.

L’interconnesso disconnesso

L’interconnesso disconnesso è una nuova specie animale, originata dalle mutazioni genetiche indotte dall’elettrosmog. Questo animale vive collegato alla rete e lo si può osservare sudare freddo e avere spasmi nervosi ogni qual volta la wifi della struttura ospitante non funzioni correttamente. Si vocifera che alcuni esemplari rescano a controllare la posta anche 20 volte al minuto. Non è arrivata nessuna emal, ma almeno ne sono sicuri.

Il galletto sotuttoio

Il gallletto sotuttoio si aggira fiero ed impettito e fa sempre la stessa dichiarazione. Che noia questa conferenza, sono argomenti vecchi, sono venuto perchè mi hanno invitato e non volevo dare un dispiacere a nessuno. D’altra parte se lui non canta, non sorge il sole…

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

14 replies on “Fauna da conferenza 2.0”

Io sono un camaleonte bipede.
Il camaleonte bipede è quell’animale capace di trasformarsi, più volte nel corso dello stesso evento, assumendo le sembianze e gli atteggiamenti di ognuno degli animali sopra descritti. A rotazione.
E tu? Che animale (che) sei?

Volendo fare riferimento alla lista mi identifico in un ibrido tra il ghiro e il videolemure. Altrimenti preferisco immaginarmi come una pulce zompettante.

ahahah, io mi sento un incrocio moscone-galletto-interconnesso… perchè:
– svolazzo da un focolaio all’altro perchè preferisco seguire le sessioni in video quando sono a casa, in presenza è più piacevole gustarsi i presenti (fra l’altro non sono il solo a pensare che i discorsi migliori si sentono nei focolai a latere delle conferenze);
– effettivamente non sono mai stato molto soddisfatto dagli eventi che ho seguito in questo periodo, però non penso che senza di me non esisterebbe la vita sulla terra (anzi);
– vivo collegato alla rete, ma per fortuna ancora non ne somatizzo l’assenza (a parte una necessità impellente di rimpiazzare la rete con un aumento dell’ I/O verbale);

Però ti sei dimenticato un altro esemplare importante: il fuco diligente 🙂
Il fuco è il maschio delle conferenze, quello che segue tutte le sessioni possibilmente prendendo appunti. Questo gli permette di allenarsi per quando arriverà il momento di correre dietro alla regina dell’evento e poterla fecondare con la sua domanda. Utile, ovviamente; così per lo meno pensa lui… dopo la domanda la sua funzione sarà esaurita e finirà quindi vittima dell’astuzia delle api operaie (nel regno animale le femmine sono più sveglie, c’è poco da fare… e lui lo sa tant’è che cerca sempre di portarsene dietro qualcuna con la speranza che questo lo salvi dall’infame destino che lo attende). L’altra funzione del fuco diligente è quello di riempire l’ambiente nelle fasi iniziali, scaldando l’evento per fare si che l’attività parta dolcemente.

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