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Compiz Fusion, il ritorno alla frontiera

cawboy
Picture by MissAchfoo on DeviantArt

Per l’ultima lezione del corso base di GNU/Linux, ho deciso di portare ai miei corsisti, una installazione di Compiz Fusion.

La settimana scorsa ho quindi installato Ubuntu sulla workstation che sto usando da mesi con una installazione di OSXProject. Utilizzo OSX da 3 anni, età del mio powerbook. Perciò nei mesi scorsi, ho trasformato il mio pc da gioco in qualcosa di più utile e ho iniziato a lavorare in dual monitor con tutta la comodità di OSX anche sulla workstation.

Linux, in versione desktop, mi ha sempre dato l’emozione della frontiera. Interfacce nuovissime e scarne, senza troppe inutilità perditempo. Fluxbox, poco altro e pedalare. Per avere un desktop comodo ho sempre speso giorni e giorni di configurazioni ardite ma devo ammettere che ne è sempre valsa la pena.

Lavorare con OSX mi piace molto e la sensazione che si prova è estremamente gratificante. Ci si sente sempre in prima classe, ed il viaggio è comodo e senza grosse sorprese.

Ma l’installazione di Compiz Fusion ha risvegliato la mia voglia di frontiera. Il far west e la sensazione di essere pionieri. Le possibilità che offre sono straordinarie e la configurazione è una passeggiata. Finestre morbide e sinuose, multidesktop e transizioni rendono l’esperienza veramente piacevole.

Windows Vista al confronto fa proprio ridere.

Provare per credere.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

2 replies on “Compiz Fusion, il ritorno alla frontiera”

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