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Una serie di aneddoti che riguardano le scarpe

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Picure by szprotka on DeviantArt

In Nuova Zelanda non portano le scarpe. Ci sono molte persone che girano per la strada a piedi nudi. Non c’è neanche lo zampino dell’osteopata o del posturologo, semplicemente non amano mettere le scarpe.

Ci sono persone disposte a tutto per comprare delle scarpe. Solitamente sono donne.

Cosa sono i milioni se in cambio ti danno le scarpe? (cit EELST).

Le scarpe di Pedro Garcia sono numerate, non ho capito se 1 indica la destra e 2 la sinistra oppure se sono numerate serialmente. Fatto sta che ho visto una persona con le vesciche numerate da Pedro Garcia.

Oggi in un negozio c’erano un paio di scarpe con una specie di finestra sul fondo. Dentro la finestra si vedevano degli ingranaggi. E sul lato c’erano due tasti raffiguranti un (+) e un (-). Dario sostiene che servano a tarare la scarpa… Cosa diavolo c’è da tarare in una scarpa?

L’anno scorso a Londra tutto il negozio di Nike era incentrato sulla linea Nike+ e sulle scarpa da collegare all’ipod. Qui a Ravenna non vi è traccia di tale tecnologia neanche dopo un anno.

Piuttosto che comprare le allstar chiedo la cittadinanza neozelandese. A dire il vero la chiederei a prescindere dalle scarpe, ma le allstar non le compro lo stesso.

Odio i sandali. Soprattutto perchè si arriva a settembre con i piedi che sembrano quelli di una zebra. A pensarci bene le zebre non hanno i piedi ma gli zoccoli. Comunque si è capito cosa intendo…

L’anno scorso a Londra ho comprato un paio di scarpe NewRock. Sono riuscito a strappare uno sconto al pachistano di Camden Town perchè una delle borchie era rotta. Secondo lui qualsiasi negozio di scarpe sarebbe riuscito a sitemare la borchia senza problemi. Tutti tranne il suo, ovviamente. Dopo un anno posso vantarmi di aver trovato gli unici 10 negozi al mondo che non sono in grado di sistemare quella maledetta borchia.

Non vado mai a comprare le scarpe da FootLockers. A dire il vero neanche ci entro. I commessi sembrano lupi mannari assetati del mio sangue. Inoltre partono dal presupposto di essere simpatici a prescindere. Invece non lo sono e la loro aggressività è estremamente fastidiosa.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

8 replies on “Una serie di aneddoti che riguardano le scarpe”

Footlockers ha prezzi più alti di solito, le converse una volta provate sono comodissime, poi i gusti sono gusti, però hanno anche il fascino del classico che può star bene ovunque. Comunque comprati le crocs così ti linko 😉

Sono cresciuta a Long Island. Una bambina felice di pestare il prato a piedi nudi. L’estate l’asfalto lungo i bordi della strada si squagliava e diventava una gelatina calda che spalmavamo sulle piante dei piedi (si diceva che così potevi correre più veloce, come gli indiani). Da più grande toglievo le scarpe mentre guidavo.

Ma ora vivo a Roma, dove persino in casa si mettono le scarpe! … poveri piedi miei, perennemente intrappolati ormai. Sarebbe un mondo migliore se andassimo tutti a piedi nudi.

[idiosincrasia: adoro *comprare* le scarpe, ne ho una mini collezione di scarpe mai messe]

Le scarpe sono un’arte che tu non potrai mai capire. Ci sono persone che hanno fatto la storia insieme alle loro scarpe, vedi Winston Churchill.
Le casate inglesi avevano scarpe fatte a mano, ogni casata artigiani diversi.
E potrei scrivere per ore.
Arte, storia, eleganza, design, fascino, artigianato.
Chi indossa zeppe da donna essendo un uomo, richiamando gli anni ’70 ma ascoltando bassi pompanti, non può capire.

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