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[Live Blogging] Il software opensource commerciale

Questa mattina sto seguendo la conferenza di Bruce Perens presso l’auditorium Ara Pacis a Roma. Anche in questa occasione teneterò di pubblicare qualche post in live blogging.

[h 10.15] Bruce Perens sta spiegando, con la pochissima voce rimasta i vantaggi dell’open source commerciale al pubblico della platea, popolato di responsabili di aziende.

Roberto Galoppini sta moderando l’incontro

La discussione è incentrata sulla internalizzazione della specificità del software. La differenziazione del software è la chiave di aggiunta del valore. Solo il software differenziante è vantaggioso per le aziende e sotto certi punti di vista è l’unico caso in cui l’esclusività abbia un senso nel business.

[h 10.45] Gabriele Ruffatti sta spiegando come la sua esperienza possa confermare il connubio tra Open Source e mercato reale. La scelta della sua azienda, in chiave di licenziamento, è orentata alla LGPL.

Carlo Daffara parla della sua esperienza di ricercatore sul Software Libero nella Comunità Europea. Carlo Daffarra è presidente del CIRS.

[h 10.55] Parla Emanuela Giannetta, Software Product Manager di SUN Microsystems. Dichara che SUN Microsystems sia il maggior contributore mondiale di codice Open Source.

Sta parlando del progetto Java Open Business e di JikiBloom. JikiBloom, un intera piattaforma di backoffice con fortissime basi Open Source.

[h 11.00] Parla Pier Paolo Boccadamo, responsabile strategia di piattaforma Microsoft. Il suo team si occupa di interoperabilità tra sistemi Microsoft e altri… (come se il problema fosse il loro…)
Sta affrontando il problema degli open standard. Dichiara che siano la strada più corretta per l’interoperabilità.

[h 11.20] Bruce Perens riprende il mocrofono per spiegare correttamente il concetto di Open Format e spiegare la differenza da Open Standard.

OpenFormat da il diritto di accedere ai dati. Open Standard consente alle aziende di erigere barriere intorno ai dati con maggiore facilità.

Bruce Perens equipara Microsoft agli spacciatori di droga. Mediante il loro programma di diffusione nelle scuole, regalano la prima dose agli studenti, per poi obbligarli a pagare i prodotti, nel momento in cui ne divengono dipendenti.

[h 11.38] Il microsoft man si sta arrampicando sugli specchi per rispondere alle domande dalla platea. Che palle perdere tempo con questo signore che non ha nulla da dire sul Free Software.

[h 10.50] Ho posto una domanda a Bruce Perens: “il problema di mancanza di interoperabilità è derivante dalla frammentazioni delle comunità o da specifiche ragioni di mercato?”

Risposta di Bruce Perens:

Il problema non proviene dal Free Software e dall’Open Source. Il giorno che Microsoft vorrà essere interoperabile, non dovrà far altro che prendere il software Open Source, leggerne il codice, prenderne le specifche e scrivere codice totalmente interoperabile.

La questione dei brevetti software è paragonabile ad un grosso signore che va in un ristorante e dice: “bello questo posto, non vorrete mica che venga distrutto da un incendio…” e aquel ponto offre una assicurazione. Questa non sarebbe una vera assicurazione ma una intimidazione mafiosa. La questione dei brevetti software è uguale al mercato del racket mafioso, dove l’assicurazione proviene da colui che rappresenta la minaccia.

Il ruolo che gli Italiani e gli Europei dovrebbero svolgere è di opposizione ai brevetti software in Europa, per impedire la morte di un nuov concetto di innovazione che si chiama Software Libero e Open Source.

La proprietà intellettuale, nel concetto contemporaneo inteso dall’industria, non è compatibile con l’innovazione.

Applauso per Perens.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

6 replies on “[Live Blogging] Il software opensource commerciale”

We are behind you … ma che stai a fa?
STA ATTENTO! E ascolta Daffara invece che andare su google e wikipedia a cercare informazioni 🙂

Bene! Allora… hai salutato Dido ma non me … ma visto che ci sei, di al tipo due posti alla tua destra di salutarmi 🙂
… ora studia SUN!

Vuol dire che oramai con il software siamo vicini al giro di boa o comunque lo vedono vicini… siamo al 50%+1… ancora di più credo che al momento bisogna infondere energie nel liberare le opere d’autore (ie: CreativeCommons e problemi annessi, come quelli di cui parlava Alessandro Bottoni qualche tempo fa), perchè con il software la battaglia dell’apertura è già vinta, rimane soltanto di aspettare (seduti sul bordo del fiume aspettando che il cadavere del nemico passi). Sul fornte delle opere d’autore invece c’è ancora molto da fare. E poi c’è l’annosa questione delle materie prime necessarie alla comunicazione… cavi e frequenze…

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