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Chi ha incastrato le creative commons? [Video]

Ieri sera, martedi 8 maggio 2007, si è svolto un interessante intervento di Alessandro Bottoni dal titolo “Chi ha incastrato le creative commons?” all’interno della rassegna “Scaricare di Internet, gratis” dell’associazione RavennaLUG.

Questo è il video del suo intervento. Avverto preventivamente che l’audio è comprensibile ma disturbato, mi sto impegnando per risolvere il problema.
[UPDATE] ho ripulito l’audio ed è disponibile in podcast. Appena possibile riproporrò il video con l’audio migliorato.

PDF di accompagnamento alla presentazione

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

10 replies on “Chi ha incastrato le creative commons? [Video]”

Io forse non ho capito qualche passaggio perchè mi sfugge il motivo per cui l’onere di dimostrare l’associazione autore-licenza-opera ricade sul fruitore. Nel senso che dal mio punto di vista se qualcuno mi vuole accusare di qualsiasi cosa (es: falsificare la licenza, così come per un omicidio o un furto o altro) è lui che deve dimostrare… non io! E’ la differenza fondamentale tra un processo e un’inquisizione!
Dove sbaglio?

la creative commons è pura utopia.
un po’ di tempo fa ho trovato il blog di un imbecille che ha copiato un mio post paro paro
solo dopo 350 commenti (tutti cancellati) ha aggiunto la dicitura “questo post è stato preso dalla rete”
= se le persone non hanno “rispetto”…la cc non serve a nulla

@MFP. Anche io sono della tua stessa opinione, fatto sta che invece l’onere probatorio spetti alla controparte e quindi all’accusato di aver leso diritti d’autore.

@FulviaLeopardi: La creative commons non è pure utopia. Tu confondi la licenza con la gestione tecnica dei diritti. Dal tuo punto di vista, anche le licenze proprietarie sono utopiche dato che il software proprietario viene copiato in modo illegale, costantemente.
Neanche il reato di furto è valido, dato che ogni giorno avvengono decine di scippi e rapine…

Le licenze libere sono molto importanti e molto utili.

Noi abbiamo semplicemente sottolineato come le CC siano piuttosto deboli da un punto di vista tecnico operativo in fase processuale. In caso di procedimento giudiziario, viene richiesta una serie di garanzie, che la CC da sola non riesce a dare. Per lo meno, non riesce a dare questa garanzia fino a quando non verrà garantita una serie di diritti i fruizione più forti di quelli che ci sono adesso.

Luca, io direi che se uno si vuole preoccupare del problema invece di trovare supporti tecnologici alla CC è il caso di capire cosa bisogna cambiare nel diritto per far si che un’inquisizione (dove cioè l’onere della prova spetta all’accusato) torni ad essere un giusto processo.
Avallare questo passaggio per dedicarsi ad una misura tecnologica di salvaguardia della CC significa avallare implicitamente che la proprietà intellettuale diventa un diritto di proprietà piuttosto che, come è oggi, una concessione all’autore del diritto di sfruttamento economico. Il danno alla libera circolazione delle opere è ben più ingente… è un cambio alla natura giuridica delle opere…

@MFP: non credo che spiegare l’assurdo attuale e illustrare una soluzione che permetta agli autori di rilasciare opere in modo libero, con la consepevolezza di tutelare i propri destinatari, anche da un puto di vista procedurale sia di per se una legittimazione di un sistema che non si condivide.

Spesso si confonde lo stato delle cose con i propri desideri.

Anche io vorrei chel opere libere avessero vita facile. Ma non è certo fingendo che le leggi non ci sono che questo avviene.

Io preferisco perseguire lo scopo spiegando bene lo stato attuale. Risolvendo i problemi all’interno delle regole, in modo da non fornire pretesti per essere punibili in fase di giudizio e poi intraprendendo un’attività di divulgazione e di sensibilizzazione atta al cambiamento giuridico che concordo con te sia necessario.

Non credo che violare le regole perchè non le si conoscono o non le si vogliono consocere e farsi mettere in angolo durante i processi per eccesso di ingenuità sia utile al raggiungimento di un qulunque scopo.

Ci dev’essere un misunderstanding. Io non sto dicendo che il lavoro di discussione, divulgazione e quant’altro sia una cosa negativa. Ci mancherebbe… anzi, ci manca solo che non si debba parlare delle cose e cercare soluzioni.
Sto parlando (IMHO, come sempre) della soluzione prospettata. La soluzione non può essere squisitamente tecnologica… è un problema sociale, culturale, giuridico… tentare di risolverlo tecnologicamente (firma digitale, marca temporale ok… ma database… implica una forma di controllo) crea più problemi di quanti intende risolverne.

P.s.: puoi cambiare il colore del cursore della textarea? Quando bisogna tornare indietro per correggere bisogna fare come Houdini!

@MFP: un database non implica nessuna forma di controllo… altrimenti spieghi che forma di controllo implica! analogamente dovresti spiegare quali sono i nuovi problemi che si creano… scusa ma a me sembra che stai cazzeggiando…

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