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I 5 errori evitare in una presentazione (e che io non ho evitato allo ZenaCamp)

Luca Sartoni
Picture by Lyonora on Flickr

Primo errore – problemi tecnici di trasmissione

E’ necessario provare il videoproiettore i il portatile per la presentazione prima che questa sia in programma. Si possono così evitare spiacevoli situazioni in cui tutti aspettano qualcosa e tu stai cercando di risolvere un banale problema tecnico.

il fatto

Avevo dimenticato a casa il cavetto per collegare il mio portatile al videoproiettore ma fortunatamente Alessio mi ha prestato il suo pc. Io però sono rimasto impantanato nei misteri di windows xp, e solo l’aiuto di Leonora ha salvato la situazione. Grazie ad entrambi

Secondo errore – Italiano questo sconosciuto

Le presentazioni in italiano devono essere in italiano! Va bene essere informatici, va bene essere tecnici, non va bene essere ignoranti sul proprio idioma nativo.
Nella fattispecie: non declinare le parole straniere e curare l’ortografia.
Se poi volete scrivere bene, ecco dei consigli davvero impagabili (infatti sono gratis).

il fatto

Ho fatto una presentazione sui lavoratori autonomi e li ho chiamati “Freelancer”. Durante l’aperitivo, Stefano mi ha messo al corrente della magagna e lì per lì ho fornito una scusa talmente bella da testimoniare ai posteri:
“ho usato freelancer perchè esiste anche un videogioco che si chiama -Freelancer-“. Risposta: si ma il gioco è americano. Imbarazzo. Figura misera.

Elena inoltre mi ha fatto notare la mia mancanza di accenti e apostrofi.

Terzo Errore – Captatio benevolentiae for dummies

Mai e poi mai fare una slide e chiamarla: “Qualchecosa for dummies”. La platea potrebbe travisare e accusarvi di averli definiti “pupazzi” o ignoranti. Come dare torto ad una platea inferocita?
Per questo motivo sarebbe il caso di scegliere con maggiore attenzione i titoli delle slide e non fare i sapientoni.

Il fatto

Per l’appunto, due delle mie 12 slide erano intitolate “$qualcosa for dummies”.
Gaspar mi ha guardato perplesso e mi ha detto: “grazie per la considerazione”.

Il mio sangue è gelato all’istante per la terribile figura da cretino che si stava consumando. C’era solo una cosa da fare per uscire da quella situazione: peggiorarla.

Infatti ho detto: “non intendevo dire che siete dei pupazzi!!!”. Risposta: “infatti intendevi dire che siamo degli ignoranti”.

Il vento freddo della Siberia stava tempestando la mia fronte perlata di sudore. Peggio di così ci sono solo le bastonate… ho fatto ciò che un uomo che ha appena abusato due volte della propria insolenza non dovrebbe mai fare: abusarne una terza volta.

Ho aizzato la folla una terza volta: “Se qualcuno non si sente un dummie, mi dica cos’è la selezione avversa!”.

Silenzio in sala, qualche mormorio. Alessio ammette: “gliela abbiamo servita su un vassoio”.

Informatico insolente 1 – Platea inferocita 0

Quarto errore – iniziare in orario

Mai e poi mai una presentazione dovrebbe iniziare in orario. L’italiano medio non è abituato. Per cui prendetevi sempre un quarto d’ora di margine per fare in modo di iniziare la presentazione con mezzora di ritardo sul programma. Altrimenti una buona metà della platea si perde l’inizio.

il fatto

Ho iniziato con soli 5 minuti di ritardo e alcuni barcamper hanno perso l’inizio della presentazione.

Quinto errore – Non sei il centro del mondo

Quando si parla di un argomento specifico, sarebbe meglio delineare molto precisamente il contesto nel quale è localizzato.
Il rischio è quello che ognuno capisca quello che vuole per il semplice motivo che tu non hai dichiarato di cosa stai parlando.
Inoltre sarebbe il caso di scegliere un titolo che abbia almeno qualcosa a che fare con l’argomento che si va a trattare.

Il fatto

Parlavo di informatici ma fino alla fine nessuno aveva capito se si parlasse di piccola, media o grande azienda.
Inoltre il titolo della mia presentazione era piuttosto vago seppur estremamente fico: “L’eterna lotta tra il bene e il male: informatici Vs Rompiscatole”.
Peccato che: non si parlava di “bene”, non si parlava si “male”, e dei rompiscatole neppure l’ombra. A dire il vero non si capiva neanche bene quale fosse il ruolo degli informatici di cui stavo parlando.

Sesto errore – Il più grave di tutti

Mai fare un presentazione senza commettere almeno 5 errori. Altrimenti sai che noia…

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

13 replies on “I 5 errori evitare in una presentazione (e che io non ho evitato allo ZenaCamp)”

Suvvia sei andato benone e ricordo di avertelo detto.
Per i dummies in effetti potevi evitare.
Il titolo era fuorviante, pensavo ad una presentazione di un argomento leggero e invece si è rilevata molto istruttiva (anche se io finisco nella definizione del sistemista incapace, infatti non riesco a bighellonare molto.)
Ottimo comprtamento, infine, da barcamper alla fine della presntazione, tanti che discutevano fra loro e tu in disparte (questo è lo spirito del barcamp) che hai dovuto addirittura alzare la mano per mandare la slide di ringraziamento.

sincera e puntuale ammissione di colpa.

Aggiungerei un sesto errore: mai fare una presentazione in orario immediatamente precedente ad un altra molto attesa (leggi quella di ludo su blogbabel) quando sei preceduto da luca sartoni. Ti ritrovi (quasi) solo e in ritardo.

Davvero divertente!

Sinceramente sono arrivato tardi e mi son perso l’inizio (a proposito del punto 4..) ma comunque avevo notato che ti eri creato un bel pubblico incazzato – dialetticalmente parlando – d’altronde come ti avevo fatto notare tutti si aspettavano una discussione soft e non un coacervo di improponibili teorie economiche!

La prossima volta comunque vogliamo 5 nuovi errori e un post come questo a seguire.

Ho letto da più parti di quanto fosse stata interessante la tua presentazione e per ore mi sono chiesto -possibile che Luca non si è “appiccicato” con qualcuno?-.
Grazie per la risposta!

Quando si dice che gli italiani sono pecore che non hanno nemmeno bisogno del cane pastore…

Oh luca, oh bischero… macchettefrega!?!?!? Io ho visto la tua presentazione in video e sei andato da dio! E poi non ha senso scrivere in termini di “errore”… è normale che uno fa del suo meglio e nonostante tutto… più che errori io parlerei di considerazioni per migliorare all’appuntamento successivo.
Io ai tuoi potrei aggiungere almeno almeno altri 5 errori (contati qui per qui mentre scrivevo “aggiungere almeno”, ma se mi ci fermo un po’ di più a pensare…). E non sono d’accordo sul 4o: dal momento stesso in cui tu hai approfondito un argomento e io no, io sono un “dummy”… è un attributo implicito e scherzoso (l’accezione scherzosa è eredità di quei famosi libricini gialli), è implicito nel fatto che tu stai parlando di una cosa e io no… poi per fortuna il barcamp permette di confrontarsi e quindi se nel pubblico c’è qualcuno che ne capisce è oro colato, aggiunge! E poi mettersi nella condizione di dover spiegare a qualcuno che non ne sa nulla aiuta certamente a chiarirsi le idee e chiarirle agli altri… non guardare che ai barcamp general purpose sono tutti informatici… e poi anche tra gli informatici mica tutti sanno tutto di qualsiasi cosa… quella fase è bella che finita. Insomma, sono gli altri che non devono essere permalosi, non tu che devi considerarli onniscenti. IMHO.

Lo so che stai scherzando, e il tuo è sempre un umorismo piacevole (da informatici? Eheh) però mi dispiace sempre veder parlare di “errori” con troppa leggerezza, perchè la reputo un’abitudine malsana. C’è gente che uccide e non si sente di aver fatto un errore… e c’è gente che sbaglia un verbo e si mette il cilicio… tu blogger dovresti cercare di portare l’equilibrio tra questi scriteriati!

@Tutti: vorrei chiarire che io la notte dormo benissimo, come testimonia la famosa foto di Tommaso. Non sono assalito da sensi di colpa. Questo post ha il solo scopo di fissare nella storia la mia presentazione allo ZenaCamp e di ricordare una serie di episodi molto divertenti.

Sono estremamente soddisfatto da come sia andata la mia presentazione e colgo l’occasione di ringraziare tutti i presenti (e anche una parte degli assenti).

Preferisco concentrarmi su particolari negativi ma simpatici, per essere sicuro di non ripeterli la prossima volta. Ovviamente mi impegnerò al massimo per commettere altri 5 errori divertenti almeno come questi. 🙂

Non vedo cosa ci sia di strano nel pronunciare “dummies” … in italia ci siamo appropriati di terminologie [jargon] dìoltre oceano … per gli americani i dummies sono quegli utenti che proprio non ci arrivano .. a cui bisogna rendere ancora più facili le spiegazioni ! Bhè anche in italia non ci ditinguiamo al posto di scrivere UTONTI basterebbe scrivere diversamente abili nell’apprendere 🙂 [il tutto è solo un pensiero espresso a voce alta, non fraintendiamoci] … buon lavoro Luca e stai tranquillo c’è chi fà molto peggio e nemmeno se ne rende conto !

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