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Podcast Video Twitter@RavennaLUG

Questò è il video che è andato in streaming, ripreso in diretta martedi 17/04/2007.

Il titolo era: Twitter!!!

Un ringraziamento ad Elena per aver realizzato la presentazione, ai soci del RavennaLUG intervenuti in loco e a tutti coloro che ci hanno seguito in streaming (una decina di utenti collegati).

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

32 replies on “Podcast Video Twitter@RavennaLUG”

Visto Luca che non potevano mancare le mie critiche? 🙂

http://www.kalamun.org/notizie.php?idart=24

Ieri sera ero ad un incontro su Twitter, l’ultima moda del cosiddetto Web 2.0.
Elena e Luca hanno spiegato con gusto questo nuovo giochino, concludendo sostanzialmente che Twitter è un inutile passatempo che permette di socializzare.

Ultimamente mi interrogo spesso sulla socializzazione via web, memore della mia esperienza adolescenziale e senza voler cadere in moralismi o barricate. E non ne vengo fuori.

Più che chiedermi “cos’è twitter?” provo a chiedermi “chi sono i twitteriani?”, visto che si parla di socializzare e quindi non contano gli strumenti ma le persone.
Dai, ammettiamolo, sono
* Persone sole
* Persone timide
* Persone reputate brutte esteticamente dalla società reale
* Persone con problemi di socializzazione
* Persone che lavorano in ufficio (necessariamente)
* Persone che vogliono dare di sé un’immagine che non riescono ad imporre per altre vie

…magari non tutto in una volta 🙂

Quando mi si dice “Grazie a twitter ho un sacco di amici in tutto il mondo” sono solo balle. È una distorsione della realtà. I rapporti virtuali che si creano sono falsi, sono rapporti tra proiezioni di sé e non tra persone.
Tutto è delegato alla vista ed alla parola, ma qualsiasi rapporto extra-lavorativo si basa necessariamente su umori, sensazioni, pelle, odori, sapori, sguardi, chimica. Il silenzio in twitter non vale niente, nel reale può significare mille cose.
“Oh no, sono molto, moooolto fisici!” mi si dice facendo allusione a scopatine 2.0. Ma anche nel fisico, che coinvolgimento vuoi che ci sia? Sono incontri alla cieca, tra persone sconosciute, che possono andare bene o male, che malchevada aumentano di una tacca la quantità ma lasciano a secco la qualità. Insomma niente di nuovo sotto il cielo.

Come lo fu il web, anche il web 2.0 è un’immensa bolla d’aria, un’illusione collettiva che fa leva su autostima, potere e sessualità.
Che può anche andare bene, basta non far finta di nulla. In questo senso mi ci divertirei pure io.

Uhm, mi sento presa in causa, quindi vorrei dire la mia.

Partiamo dalla descrizione dei twitters che hai fatto. Lo ammetto, lavoro in un ufficio e twitter mi fa pure compagnia, quando riesco a guardarci. Ma quando non sono in ufficio uso twitter per comunicare qualcosa agli amici con il cellulare. Per tutti gli altri punti, non so se ti è mai successo di conoscere qualche twitters. A me è successo. E posso in larga parte negare tutto ciò, ma perchè so di cosa parlo, non per partito preso.

Siamo stati in grado, tramite twitter, di creare un evento come le twitterbeer, a mio avviso un ottimo modo per socializzare fuori dal web. I risultati sono sotto gli occhi di chiunque abbia partecipato.

Per quanto mi riguarda, frequento gente che ho tra i contatti twitter. Intendo fuori dal web. Qualcuno mi sta simpatico e qualcuno meno, ma forse non è così anche nella vita reale?

Io credo che twitter sia UN modo (non IL modo) per tenersi in contatto con più persone allo stesso momento. Lasciamo per una volta da parte queste visioni unilaterali del mondo. Twitter è davvero un passatempo inutile. Ma quello che può creare dipende dalle persone che vi fanno parte, non dai suoi avatar.

sarei tentato di non sprecarmici nemmeno, ma per il rispetto che porgo a (+ o -) tutti, rispondo a bus3 con un twitter di fullo di circa un’ora fa (di seguito)…

fullo: litiga con un cliente che afferma “non funziona nulla” e che alla domanda “ha provato ad usare l’applicazione” risponde “NO”! ma sarà cosa?! … about 1 hour ago from web

Non sono un twitter, non sono un blogger (e questo si sapeva vista la frequenza dei miei post sul sito del ravennaLug :-P) e ho sempre chattato poco… in definitiva il servizio che fa per me sarebbe una cosa tipo “fateviicazzivostri2.0”.

Non mi sembra pero’ giusto generalizzare come fai tu… sono d’accordo quando dici che il rapporto che si viene a creare tra le persone sulla rete è “filtrato” e quindi in qualche modo un po’ meno autentico… ma ci sono moltissime persone che poi si incontrano anche fuori dalla rete… come le twitterbeer ora o gli incontri che si facevano 10 anni fa con i compagni di chat…

Senti, premettendo che Twitter è un gran bel passatempo, che è socializzante, che sei tu a decidere se utilizzarlo o non utilizzarlo, che nessuno ti obbliga, che ognuno di noi è libero di comunicare quello che vuole, che internette serve a mantenere molti più contatti con persone e sottolineo PERSONE, non macchine, non computer…
Premettendo che siamo (autoreferenziale al massimo) delle belle persone (e che se non lo fossimo problemi nostri, chi ti obbliga a twitterare con noi)

Rispondo punto a punto

Dai, ammettiamolo, siamo
* Persone sole
(ma quando mai…tengo marito, faccio mille lavori, mi occupo di formazione, insegno a scuola, la rubrica del

cellulare contiene il doppio dei contatti twitter, esco a cene con gli amici, vedo persone, facico cose, vedo gente…)

* Persone timide
così timida che se c’è un karaoke in corso al pub prendo il microfono e quasi faccio io la serata al piano barista, così timida che faccio corsi ai docenti della scuola più grandi di me che dovrei essere sottoterra dalla vergogna…

* Persone reputate brutte esteticamente dalla società reale
ci sono le mie foto in giro per il web…bellezza normale certo, altrimenti farei la miss, ma posso organizzarmi. E dalle foto degli account twitter o che stanno in giro sui blog delle persone, mi sembra che siamo tutti abbastanza normali, che poi se anche fossimo brutti vecchi cattivi socialmente repellenti che te ne frega???Mica è un problema tuo.

* Persone con problemi di socializzazione

si certo tantissimi…

* Persone che lavorano in ufficio (necessariamente)
Non è vero, io lavoro nella formazione e nella scuola, ho una flat da casa che mi permette lo stare online praticamente sempre quando sto in casa, con internet ci lavoro quando non sto in casa oppure non sono online quando faccio altro…una comune mortale insomma
PS il bello di twitter è che puoi mandare un sms ai tuoi amici anche quando non sei connesso)

* Persone che vogliono dare di sé un’immagine che non riescono ad imporre per altre vie
Ora che ci penso devo mettere in giro per la rete foto che mi ritraggono in posizioni porno o di me che me ne sto a prendere il sole in qualche posto tropicale (sì queste cose, queste immagini di me non le riesco a imporre per altre vie…

Anche nel loro piccolo i Twitter si incazzano, insomma

dimenticavo…alcuni dei contatti che ho tra i twitters li conosco personalmente, li ho visti/e, ci ho parlato insomma senza uno schermo a fare da intermediario e confermo…sempre belle persone sono 😉

“Su un treno quello che urla al controllore è quello che non ha il biglietto”

Su internet quello che critica gli altri di solito è un troll…
Se non è il tuo caso bus, salta sul treno twitter con noi (sempre se non hai davvero problemi di compatibilità fisica con noi brutti, tristi, asociali e cattivi)

Premessa: ti consiglio, se non lo hai già letto, Arcipelago Web di David Weinberger.

Il Web (1.0, 2.0, tanto è lo stesso), a mio modo di vedere, non è qualcosa di estraneo all’essere umano, ma è uno dei modi in cui si esprime la nostra umanità. Quando parli di falsi rapporti virtuali in quanto rapporti tra proiezioni di sè, non consideri che anche le nostre proiezioni sono vere, proprio perchè espressioni delle nostre personalità?

Categorizzare le persone che frequentano una comunità di interessi sarà molto Web 2.0, ma si traduce in una visione limitante della realtà (anche virtuale).

Bus.. Ma a che presentazione eri?
Tra l’altro basta leggere le slide e si vede come la presunta “inutilità” di twitter sia esattamente quello che si vuole sfatare.
Ho cercato di spiegare come sia invece un utile strumento di condivisione di idee e risorse. Mentre la parte sociale e ridanciana era molto a contorno.
Onestamente non mi sento sola, anzi.. a volte ho il problema opposto, nè la maggior parte delle altre cose che scrivi, anche se parte della giornata la passo in ufficio.
Ma facciamo come catepol, un punto alla volta.
Sulla solitudine già replicato.
Sulla timidezza. Di lavoro, oltre a tenere il rapporto con i clienti ed occuparmi di comunicazione, faccio politica, quindi immagina tu quanto posso essere timida in certi contesti.
Sul bruttino non posso dissentire, ma fosse quello il problema! Sono simpatica (modesta), e so pensare, e questo basta e avanza.
Ah sull’immagine diversa.. beh non ce n’è bisogno. Non è che mi dispiaccia poi tanto quella che ho.
Problemi di socializzazione io non ne ho.. e tu?
Non è una buona cosa applicare sugli altri i propri problemi, e dubito che quello di ieri sera fosse un gruppo di auto aiuto.

Ah ho dimenticato un punto:
* Persone permalose
🙂

Vediamo un po’. Sono nato in chat ed ho conosciuto anche nel reale bellissime persone con le quali conservo tutt’oggi un ottimo rapporto (non solo virtuale).
Generalizzo perché ho la sensazione che il mondo non sia l’immediato circondario. Stessi a guardare le persone che conosco, sarebbero inconcepibili la maggior parte delle barbarie in atto nel pianeta. Generalizzo nel tentativo di dare una visione d’insieme ma, come detto, “non ne vengo fuori”. E ancora meno ne vengo fuori se mi si buttano in faccia racapriccianti situazioni individuali.

Non voglio difendere la socialità reale contro quella virtuale: dal punto di vista dell’approccio, twitter come molte altre tecnologie apre nuove grandissime opportunità.
Ma queste opportunità mi sembrano trasformarsi nel fine e non nel mezzo. Twitter può aiutare a crearsi avventure, ma non è l’avventura.
Ora, su questo tutti mi darete ragione. Ma tiratevi fuori da voi stessi e guardatevi! Anche andare al bar crea avventure, come andare a manifestare o a fare le vasche in centro… questa è la solita noiosa storia di sempre.
Se lo fate per il “sesso”, quando troverete un compagn* smettere di twittare… se lo fate per “potere” quando troverete un lavoro forte smetterete di twittare… se lo fate per avere amici, allora avete un’idea piuttosto allargata di amicizia.

Io mi interrogo, perché ci vuole un po’ di PASSIONE, no?
Spiegatemi voi.

“fa leva su autostima, potere e sessualità”

Qualsiasi cosa umana fa leva su una o più di queste cose, non devi “twittare” per forza, come non devi per forza avere un blog, un account su lastfm o partecipare a tutto quello che va di moda sul web.

Se non ti piace amen, ma evita di pisciare controvento solo per poter dire che sei contro. C’è gente che si diverte così e non fa male a nessuno, solo perchè a te non piace o non lo fai non ti da il diritto di esprimere giudizi del tipo sono sole, sono brutte o altro, primo perchè sei un maleducato, secondo perchè dimostra una profondità di analisi pari a quella di Gambarotta.

Infine visto che anche tu ti fregi di avere un sito internet o un blog, devo pensare che anche tu lo utilizzi per socializzare in qualche modo e le tue critiche puoi rivolgerle anche contro te stesso e verificare se sono vere.

Elena, non ti conosco. Conosco meglio Luca, e nutro grossa stima nei suoi confronti.
La mia impressione -ripeto: impressione- è che “il figo della scuola” non va su twitter, per dirla in due parole. Da questa constatazione derivano mille e più osservazioni.

Sì, ho avuto ed ho ancora problemi nel rapportarmi con le persone. Quindi? quindi mi metto nell’elenco anch’io! Anche se non twittero.

Ma perché è così tabù questo argomento? Del resto chi ha problemi di apprendimento diventa un militare, chi ha problemi di famiglia diventa uno psicologo, chi ha problemi di socializzazione o diventa un hacker o diventa un prete.
Ah poi dipende anche dal segno zodiacale 🙂

Non è tabù, ne stiamo parlando. Ti stiamo solo dicendo che secondo noi sbagli di grosso.
Io non sarò stata la figa della scuola, ma ero la rappresentante di istituto (timida eh).
E comunque dalla tua ultima capisco che dovevo studiare psicologia, e non lettere.
Siamo alla fierà della generalizzazione.

Mettiamo in chiaro una cosa: non condanno l’uso di twitter. “Che può anche andare bene, basta non far finta di nulla.” scrissi nel primo commento.
Mi fa ridere sentire certe motivazioni a sostegno (o in difesa) del proprio twitteraggio. Tutto qui.
Potrei anche starmene zitto, se non fosse che mi piace discutere. Mi diverte.

basta non far finta di nulla de chè???????

Uff questa timidezza ci ucciderà…così come questa asocialità.
Bus3 ripeto se vuoi unirti a questo gruppo di zuzzurelloni che twittano (tra le altre cose) sei benvenuto…altrimenti che ne parliamo a fare?
E’ come voler descrivere cosa prova il pesciolino rosso dentro l’acquario guardandolo da fuori…che ne puoi sapere come vive il pesciolino rosso se non sei dentro l’acquario e soprattutto se non sei pesciolino rosso?
Nulla
Però il pesciolino rosso ti fa spazio nel suo acquario se ti va…

io, però, se fossi in lui, entrerei con un nome diverso. ora è un po’ inviso ai più. 😀
passo e chiudo, che qua l’unico effetto che otteniamo è una marea di commenti a Luca che poi si monta la testa e non lo si tiene più, già che è un timidone che parla poco.
(ho il sospetto che l’abbia pagato lui)

Catepol, usassi la tua logica ti inviterei a smetterla di scrivere qui: se non vuoi discutere, che discuti a fare?
C’è una canzone di Gaber, “Che cosa non mi sono perso”, che ti invito a scaricare ed ascoltare.

Parto dalla mia esperienza, che non è esattamente quella dell’eroe senza macchia, per capire cosa ho voglia di fare.
E non parlo di twitter da un punto di vista tecnico, ma “filosofico”… posso dire che non mi piace la piega che sta prendendo il web? Probabilmente perché condensa, in poche pagine, le naturali ansie di migliaia di individui diversi.

Io credo di essere uno di quelli che *vive* il web2, anche se a modo mio. Tuttavia gli amici che ho sono quasi tutti amici di vecchia data selezionati da anni di esperienze vissute insieme. le persone che *conosco* nella vita virtuale (vi assicuro sono veramente tanti) non li considero amici, ma persone con le quali mi diverto, credo stia qui la differenza di vedute con B3.
Twitter in se è un pezzetto del web2, può piacere o meno (come ogni cosa esiste in sto mondo) io onestamente lo sto provando ma ancora non ho capito a che cavolo serve, visto che tutto quello che avete detto ieri sera lo faccio da anni senza bisogno di twitter.
L’unica cosa che mi sembra interessante è che attraverso twitter si può promuovere il proprio blog.. ma anche per questo ci sono tanti altri strumenti, ad esempio questo:
http://tinyurl.com/3byp3y
“Web 2: tecnologia o stile di vita?”

bus3 scrivo qui perchè sono blogger e quindi faccio il pesciolino al posto giusto, perchè mi va di discutere e quindi commento, perchè c’è la libertà di fare il pesciolino in questo acquario e quindi anche quella di commentare liberamente assumendosi le proprie responsabilità di quello che si scrive. Delle cose che scrivo si può discutere, non possiedo la verità nè penso che quello che dico io non sia discutibile…anzi.
Dal confronto nascono le meglio teorie di vita reale e virtuale…

…tutto quello che può essere fatto oggi col web2 (conoscere, partecipare ecc.) lo facevo già anni fa, cè stata un’evoluzione degli strumenti e degli utenti, tutto qui…

Enrico..è proprio così!

Per come la vedo io internet -è stato- un mondo popolato esclusivamente da uomini brutti e sfigati, ma ora la piega che sta prendendo è proprio quella di essere frequentato anche dal “figo della scuola” e dalla sua tipa. Per rendersene conto basta farsi un giro su MSN Spaces o su qualsiasi roba stile FaceBox. Su twitter a differenza di facebox non si cucca ma si scrive, quindi forse gli adolescenti ne stanno lontani (generalizzo). Considerando invece la parte relativa al “condensare in poche pagine le ansie delle persone” non so se hai mai provato a stare al bancone di un bar la sera: la densità delle ansie della gente comune è molto più alta di quella che trovi in qualunque sito sul web dove la gente può sfogarsi. La gente è ansiosa di per se, il web non centra nulla.

Ci ho mangiato sopra. Sergio, mi hai dato una parola chiave!
“uomini”. E’ vero, fino a qualche anno fa erano molti di più gli uomini rispetto alle donne.
Questo significa forse che effettivamente non ci sono più solo sfigati, che mi sono abituato a conoscere con piacere su internet, ma che arrivano anche gli altri.
Non mi consola.

Per bus3: Grazie a twitter ho conosciuto delle persone con dei “Valori”. Ti consiglio di provare ad utilizzarlo. Non te ne pentirai! Se riesci, vieni con Luca alla TwitterBeer Bologna di domani sera. 😉

Toh! cade a fagiolo questo:

Negli States ci sono più donne che uomini online e la cosa non può non fare scalpore visto che Internet – come molti ambiti tecnici – è da sempre considerata una cosa da maschietti.
I numeri che emergono dalla ricerca condotta da eMarketer non lasciano spazio ad interpretazioni: 97 milioni di donne popolano l’Internet d’oltreoceano contro i 91 milioni di uomini.
Un sorpasso non da poco sia sotto il profilo simbolico che numerico anche se va detto che la popolazione maschile è in assoluto inferiore rispetto a quella femminile di 5 milioni di unità.
Interessante anche gli ambiti di preferenza al femminile della Rete: meno video e più strumenti di social network come MySpace.

http://scaccoalweb.vnunet.it/2007/04/il_web_rosa_alm.html

[…] Poi ho visto questa bella presentazione di Elena, che illustra oltre ai principi base del web dueppuntozzero* anche i tanti usi dell’applicazione, che sembra essere proprio un coltellino svizzero della rete. Ma che si possa usare in tanti modi, non significa di per sè che sia utile (parla il mio spirito di falsificazione). […]

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