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OpenCamp @ Roma – Come ve lo racconta un informatico

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Preparativi

Nella stazione di Ravenna non è presente la colonnina self service per ritirare i biglietti Eurostar e nonostante l’opzione di emissione ticketless offerta da Trenitalia, mediante la quale è sufficiente stampare un codice e ricevere un sms, ho deciso di andare personalmente in stazione ad acquistare i biglietti per Roma.
La biglietteria per l’emissione Eurostar contava 5 (cinque) persone in fila prima di me alle ore 19.10 di venerdì 13 aprile. Il mio biglietto è stato emesso alle ore 20.15. Assurdo ma vero. 65 minuti di attesa per risolvere i problemi di pianificazione viaggio di 5 persone. La prima signora ci ha messo 35 (TRENTACINQUE) minuti per ottenere la propria felicità di viaggiatrice stampata su un supporto di cartoncino. Ipotizzo che dovesse raggiungere la terza luna di Giove mediante Intercity…

Viaggio di andata

Per quanto mi riguarda, sabato 14 aprile è iniziato ad un orario insolito: le 4 di mattina. Un’ora prima di quando di solito vado a dormire. L’arrabbiatura con Trenitalia, derivante dalla serata precedente, era svanita nelle poche ore di sonno che mi ero concesso. Dopo aver raccolto le minime facoltà mentali disponibili a quell’assurdo orario ho preso il treno delle 5.05 per Bologna Centrale per poi raggiungere Roma mediante Eurostar.

Il viaggio è stato tranquillo e perfettamente in orario.
Giunto nella capitale ho ricevuto un SMS di benvenuto e una stretta di mano inattesa ma molto apprezzata.

Le “gugolmappe” sul mio N800 hanno guidato me e Feba da Stazione Termini sino alla sede dell’OpenCamp senza particolari problemi.

OpenCamp – prima parte

Mattinata ritardataria ma ricca di incontri interessanti. Robin Good microfonodotato mi ha accolto all’ingresso e per tutta la giornata ha trasmesso l’evento in streaming. Mi ha persino trascinato in un improbabile siparietto molto divertente.

Con estrmo piacere ho avuto modo di conoscere Chiccodisale, mio grande twitterfriends e abituale commentatore dei miei post. Questo incontro è stato davvero gradito.

Subito ho notato come l’affluenza fosse più esigua di quanto mi aspettassi. Questo dettaglio mi avrebbe perseguitato per tutta la giornata facendomi crescere una forte delusione verso una parte del mondo open e free, che adora starsene alla larga dagli eventi pubblici per poi lamentarsi della scarsa visibilità che ottiene.

OpenCamp – pranzo

Il pranzo targato San Lorenzo ha rigenerato tutti e proprio durante questa parentesi, ho avuto modo di incontrare Stefano Epifani e Nicola Mattina. Devo dire che è sempre un piacere ritrovare volti conosciuti a volte solo sul web.

OpenCamp – seconda parte

Anche il pomeriggio è stato connotato da una scarsissima affluenza da parte del popolo free e open.
Al contrario dell’altra volta, l’intervento di Robin Good mi ha visto come suo grande sostenitore.

Non potevo che dare ragione al suo messaggio: chi è vicino alle idee di Free Software e OpenSource deve iniziare a guardarsi intorno e darsi da fare al di fuori del contesto del software. Iniziare a diffondere questo genere di idee verso coloro che potrebbero apprezzare ma che non vivono lo stesso genere di esperienze.

Dopo aver salutato vari amici, è ripresa la strada del ritorno.

Viaggio di ritorno

Il viaggio di ritorno è stato molto rapido perchè la stanchezza iniziava a salire inesorabile. Le tre ore di Eurostar sono passate come un sospiro.
Molto meno piacevole è stato il treno regionale Bologna-Ravenna delle 22.08, popolato di teenager schiamazzanti.

Durante la breve sosta a Bologna ho avuto modo di salutare Svaroschi, seppur per pochi minuti.

Alle 23.30, stranamente puntuale ero a casa, con mille cose in testa alle quali pensare e a cui dare forma. Ovviamente nei prossimi giorni, con la dovuta calma, sempre su questo blog. Stay Tuned!!!


Durante questo racconto ho volontariamente omesso una serie di considerazioni di opinione e di merito e come al solito non sono sceso nel dettaglio delle presentazioni alle quali ho partecipato. Prossimamente affronterò le questioni più importanti ma solo dopo qualche giorno di assimilazione e ragionamento.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

One reply on “OpenCamp @ Roma – Come ve lo racconta un informatico”

Beh il tuo viaggio è stato sicuramente meglio del mio. A Bologna l’eurostar era in ritardo di 50 minuti…e avendo perso la coincidenza da Milano a Lecco sono dovuto andare alla stazione Garibaldi per ritrovarmi su un trenino diesel tipo quelli che ci sono nelle feste di paese, per far fare il giretto ai bimbi!!! Mancava solo la musichetta degli gnomi e sembrava di essere a gardaland.
Da Milano a Lecco ci ha messo un’ora e mezza. Sono arrivato con due ore e venti di ritardo!
Trenitalia fa veramente schifo!

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