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CitizenCamp – Episodi da non dimenticare

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Viaggio in macchina

Passo a prendere Dario, Gioxx ed Elena e andiamo al CitizenCamp. In macchina abbiamo 2 TomTom e un MaemoMapper ma nessuno di noi ha preso su l’indirizzo quindi la tecnologia non può venirci incontro e neppure guidarci a destinazione. Per fortuna Elena sa la strada e senza alcun intoppo giungiamo alla meta. Il parcheggio è facile e non crea difficoltà come successe ad Ancona. Ben altri saranno gli episodi che mi faranno ricordare il CitizenCamp.

Siamo cittadini digitali

La sede che ospita il CitizenCamp è stupenda. Compiliamo il compilabile, firmiamo consensi al trattamento dei dati e presentiamo i documenti per l’accesso wireless alla rete Guglielmo (stabile ed efficiente).

Si entra alle 10.45 circa.

Per tutta la giornata prendo parte alle presentazioni e in perfetto spirito barcamp interagisco con i relatori. Segnalo la mia politica di scrematura del flusso informativo a Gaspar, mi lascio rapire dalla lunga coda di Mantellini e Morelli, mi rendo protagonista di una polemica durante lo speech di Robin Good.

Cosa? Non ne sapevate nulla? E allora ve la racconto io!

La polemica con Robin Good

Robin Good, eroe indiscusso del MarCamp, ha subìto le conseguenze del web 2.0 e di ciò che la socialità comporta. Essere messi in discussione. Giocare mettendosi in gioco.

La presentazione di Robin era a dir poco imbarazzante. Non nel contenuto, ma nel modo in cui è stata proposta.

Robin, mimetico come di consueto, ha annunciato una intervista a Nicolò Bellia in tema di “diritto al non lavoro”, “reddito di cittadinanza”, “wealth sharing”. Tutto comincia con una serie di slide silenziose durante le quali persino il fonico del cineca resta perplesso e, credendo di avere qualche problema tecnico si prende cura di informarsi da Robin, seduto in platea, se fosse normale che non stesse parlando mentre alcune frasi bianche su sfondo nero passavano sul maxischermo. Tutto previsto, le parole non hanno bisogno di commento e nel mezzo della presentazione inizia una intervista a Nicolò Bellia. [nota 1].

Subito dopo la parte filmata, la presentazione continua con altre scritte bianche, silenziose, su sfondo nero. Ci vengono date informazioni numeriche di tipo economico e finanziario. La tesi sostenuta è che attraverso una serie piuttosto “alternativa” di tecniche di ridistribuzione dei capitali e a successivi investimenti sarebbe possibile ottenere un assegno mensile di 500 euro per ogni cittadino, finalizzato al rendere l’uomo e le sue passioni, liberi dalla schiavitù del lavoro.
Di questo genere di argomenti ne parlava Bertrand Russell all’inizio del 1900 e io ne sono sempre stato attratto. Sono un sostenitore del diritto al non lavoro, ma alcuni pricipi economici, esposti durante la presentazione, proprio non riesco a capirli; per questo motivo decido di porre qualche domanda al relatore direttamente venuto dalla Foresta di Sharewood. Le mie domande sono semplici e prendono in esame la svalutazione economica, il concetto di bacini e di flussi economici, di dislivelli finanziari.

La risposta alle mie domande è una doccia gelata: “Mi dispiace, io non so nulla di questo argomento, non posso risponderti”. Brusio in sala. Forse non ho capito e chiedo spiegazioni relativamente alla mancanza di contraddittorio. Purtroppo avevo capito bene ed un Robin meno brillate di come me lo ricordavo ci informa che il suo ruolo è stato quello di “portarci una notizia che lui reputava interessante” e nulla più.

Tocca al sottoscritto informarlo che siamo ad un barcamp non ad un telegiornale o ad un comizio e che la discussione è la spina dorsale di questo genere di eventi. Da queste parole scaturisce un piccolo dibattito in sala, relativamente all’argomento in esame; qualche persona (in sala e su skype) esprime giudizi molto meno ponderati dei miei nei confronti di Robin, e di questo mi dispiaccio molto.

Ci pensa Mucio a concludere il talk con un commento di una semplicità disarmante:
“Mi scoccerebbe molto dare 500 euro a qualcuno che mi è antipatico, sapendo che gli daranno la possibilità di non fare un cazzo tutto il giorno.”

Dopo qualche minuto sono andato a parlare con Robin per spiegargli che la mia polemica nasceva dal desiderio di partecipazione e dal fatto di essere molto vicino alle tematiche prese in esame; chiarimento avvenuto, la pace e la tranquillità ritornano in sala.

La mia prima volta con una fanciulla

Dopo un po’ che mi aggiro per le sale arriva, inattesa come un gavettone a gennaio, la mia “prima volta”. Mi unisco ad un gruppetto che stava chiacchierando e una voce mi risuona nelle orecchie:
“Luca!!! Ciao sono Estroversa!”.

E’ la prima volta che un mio lettore mi riconosce. Che emozione!!!

La giornalista e le novità tecnologiche

Poco prima di iniziare la mia presentazione, ho potuto prendere parte ad una scenetta meravigliosa che ha avuto Gioxx come protagonista.

Una ragazza piuttosto carina si è avvicinata a Giovanni e ha estratto il suo taccuino. La domanda è stata diretta e pungente: “Dove hai saputo di questo evento? su Internet?”
L’ilarità si è impossessata di noi. Io e Fullo abbiamo iniziato a tempestarlo di domande:
“Gioxx hai Internet e non ci dici niente? Ma almeno ti stai curando?”
Risate a crepapelle con la ragazza/giornalista che non capiva il motivo.

La fanciulla ha successivamente assistito alla mia presentazione sulla pirateria e sulle Creative Commons in silenzio mistico.
Alla mia domanda: “Tu sai cos’è l’EULA?” la giovane riccioluta è andata nel pallone più completo, mani due spugne, salivazione azzerata, manie di persecuzione, miraggi. [nota 2]

Si compie il destino di una star

Finita la mia presentazione di carattere serioso, esplode la stella della follia.

Mucio estrae una bottiglia di Vodka e succo di pera e inizia la festa.
Abbiamo celebrato il cinquantesimo compleanno dell’unione europea nel migliore dei modi. Mascherine e alcool per tutti. Siamo tutti nello spazio!!!
Fullo, Cristian Conti, Elena, Gioxx, Dario, Estroversa, Samuele ed io siamo i mattatori della conclusione della giornata. Successivamente si unisce anche Jtheo e altri.

Io mi sono messo a parlare di mitologia greca con feba, la quale ha però respinto i nostri inviti a partecipare all’aperitivo e alla cena.
Il suo saluto è valso più di un raggio di sole durante l’inverno.

Blogstars vs Zbloggers

Aperitivo e cena in un noto locale di Bologna. La meravigiosa organizzatrice del CitizenCamp, Svaroschi, ha avuto la gentilezza di venire a salutare il tavolo dei zbloggers prima di andare via. Tale cortesia è mancata ad altri, ma noi ce la siamo spassata alla grande. Niente paura, non rimuoverò nessuno dal mio aggregatore per rappresaglia o vendetta…

Altri talk e foto

Non ho riportato molti giudizi riguardo ai talk a cui ho partecipato perchè preferisco commentare i blog dei rispettivi protagonisti.
Qui, qui e qui ci sono tonnellate di parole molto interessanti.

Qui le mie foto e qui quelle di tutti gli altri.

Conclusioni

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a rendere il CitizenCamp qualcosa di indimenticabile.

CI VEDIAMO ONLINE!!!


Nota 1: Il sito di Nicolò Bellia ha un’estetica talmente kitch da metterlo in testa alla mia
classifica:
“gli N siti che non metto in aggregatore/bookmark neanche per soldi”
e come direbbe Matrix:
“Tra 20 anni, con una grafica così, possiamo chiedere quello che vogliamo”

Questo non sminuisce il valore delle sue idee che sono estremamente affascinanti ma discutibili esattamente come tutte quelle di tutti gli uomini.

Nota 2: Fantozzi al confronto era meno nel panico. La situazione mi ha ricordato la famosa scena: “che cos’è la punzonatura?“.

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By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

21 replies on “CitizenCamp – Episodi da non dimenticare”

Caro Luca,
mi dispiace dover leggere alcune cose che non ho francamente detto, ma sono pienamente d’accordo con la tua critica di fondo di cui farò tesoro. In fondo la sostanza rimane la stessa.

Mi prendo quindi piena responsabilità per aver detto che preferivo non rispondere a domande tecniche su un argomento del quale non sono esperto, e ripeto, credo che tu abbia fatto più che bene a criticarmi per questo atteggiamento.

E’ proprio grazie a persone come te, che posso imparare qualcosa in più visto che non si può certo aiutare gli altri a capire od ad essere curiosi rispetto a queste idee se non si è anche pronti a rispondere in maniera competente al tipo di domande che tu mi hai fatto.

Grazie per le giuste critiche che mi hai fatto, penso di essermele meritate.

Sono arrivato mentre facevi la domanda a Robin Good 😉
devo dire che è stato piuttosto imbarazzante (per lui) e concordo con il dis-appunto dell’ altro ragazzo (del quale ignoro il nome) che ha replicato dopo di te…
questa cosa del Link Jay non mi ha mai convinto, comunque, la prossima volta vedrò di presentarmi 😉

@Robin: non posso che togliermi il cappello e stringerti la mano. Sono molto felice che ci siano persone disposte a questo tipo di confronto e che sappiano affrontare la discussione in modo così signorile. La mia stima nei tuoi confronti grande.
Sono sicuro che tu abbia colto, sabato, l’eccesso di entusiasmo e di voglia di interagire che mi contraddistingue. Mi dispiace molto che altri stiano cogliendo l’occasione per esprimere giudizi affrettati e fuori contesto, su una situazione alla quale non hanno preso parte in modo attivo. Anche io mi stavo mettendo in gioco, mentre altri silenti giudici stavano ai margini a scuotere la testa.
Grazie ancora.

Perchè Robin ritratta sulle cose che ha detto?
Io ho fedelmente trascritto quanto ha detto e non mi sembra che quanto hai riportato tu sia diverso.
Comunque, vabbé, errare è umano, riconoscere l’errore è indubbiamente segno di maturità (che non è però mai stata messa in discussione, eh).

Robin non ha ritrattato quello che ha detto.
Inoltre è stato estremente onorevole il suo comportamento nell’ammettere un errore, che a questo punto diventa estrememente veniale.
Secondo me è segno di correttezza e di maturità.

Ho commentato mentre commentava Robin, quindi mi prendo la tua “critica” e concordo sul giudizio che hai dato dopo: è da persone intelligenti cambiare idea (anche se garantisco che la mia era solo una constatazione – niente scuotimenti di testa)… per il resto ad ognuno le sue idee 😉

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