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Marcamp – Come ve lo racconta un informatico.

Marcamp

Questa è il racconto del Marcamp 2007 dal mio punto di vista.
Ogni riferimento a fatto o persona realmente esistente è puramente voluta.
L’autore è responsabile dell’attendibilità dei fatti narrati.

Partenza prevista: ore 8.00 sotto casa di Elena.
Al telefono ci eravamo detti di partire alle otto, ma poi si erano menzionate le otto e un quarto.
Regola numero uno degli appuntamenti: prendendo tutti gli orari menzionati nella conversazione, aggiungere 15 minuti al più lontano nel tempo per ottenere il probabile orario effettivo dell’incontro.

Partenza effettiva: ore 8.34
Trovandomi nei pressi di casa di Elena
, le telefono per avvertirla del mio arrivo. E lei seccata (aveva ragione) mi fa notare del mio ritardo. Io adduco scusa generiche e la raggiungo al bar. Facciamo colazione, recuperiamo il suo portatile e partiamo.

Insisto sul prendere la macchina nonostante uno spiacevole inconveniente ne avesse temporaneamente reso poco confortevole l’abitabilità. Il motivo di tale scelta è una cronica paura che mi assale quando sono passeggero sulle macchine altrui. Per questo motivo preferisco sempre guidare io.

Viaggio liscio liscio fino ad Ancona ma il Tom Tom va in palla costringendoci ad un paio di rotonde in più del necessario.

Alla fine ci siamo, Villarey appare ai nostri occhi. Il parcheggio invece è un miraggio. Ogni singolo posto è occupato da auto parcheggiate anche in terza fila. Alla fine lascio la macchina in una strada per soli residenti, sfidando lo sguardo severo di una signora indispettita. L’auto verrà riposteggiata con più calma nel pomeriggio.

Ci registriamo all’accoglienza e ci vengono assegnati i badge, i nastrini e le bandane. Questa organizzazione è stata impeccabile.
Dario e Michele non si erano iscritti sul wiki e perciò devono compilarsi a mano il badge. Ovviamente il mio è prestampato e ha anche il link. Ottimo, verrò di certo indicizzato meglio di loro sul motore di ricerca del Marcamp 🙂

La bandana è carina ma fa un po’ troppo “berlusconi trapiatato” per cui non la mette nessuno. I nastrini di Google sono meravigliosamente geek. Fanno proprio per noi.

Subito dopo aver preso possesso del kit di riconoscimento partecipanti (badge+bandana+nastrino) faccio ciò che più naturale non potrebbe essere, mi connetto alla WiFi del barcamp con il mio N800.

Fantastico, adesso posso prendere parte alla festa. Alcune facce sono note. Le ho viste in giro per i blog, altre le conosco da tempo, altre ancora sono più familiari nel nome sul cartellino che nel loro volto.

Le presentazioni sono tutte piacevoli, ma la più comunicativa è quella di Robin Good, senza alcun dubbio. Sa quali carte giocare e le sa giocare molto bene. Senza dire niente di nuovo, riesce a lucidare il buonsenso e a renderlo splendente e allettante come solo i grandi comunicatori sanno fare. Bravo davvero.

Il pranzo rende tutti uguali e trattandosi di un buffet, fa emergere il meglio da ognuno di noi. Qualcuno si accontenta del solo pane, altri riescono ad afferrare del companatico ed il clima è gioviale e amichevole. Non può certo mancare il tipico “imbucato da buffet” che approfitta della baraonda per scroccare qualche leccornia.

Per il caffè, usciamo fuori, trascinando nella nostra ricerca di caffeina un giovane amico che fa parte dei miei Twitter Friends della prima ora: Philapple.
La scena che si consuma al bar è stupenda ed Elena l’ha riportata in tutta la sua comico/drammaticità.

Il pomeriggio scorre veloce e ad un certo punto, io e Fullo ci dedichiamo ad una attività di pronto soccorso. Il Nokia N800 di Luca Conti non ne vuole sapere di funzionare a dovere perciò il nostro intervento è d’obbligo. Purtroppo dopo una mezzora di respiraizone artificiale a base di ping e massaggio cardiaco a base di netstat, siamo costretti a riconsegnare il piccolo dispositivo esanime nelle mani del legittimo proprietario. Sia io che Fullo, di fronte al fallimento mal celiamo uno strano sorrisetto. Il mio significava: “il mio N800 funziona alla perfezione…”; quello di Fullo invece stava a sottintendere: “beh, te lo avranno anche regalato, ma se almeno funzionasse…”

Dopo aver ricevuto minacce dai miei amici accompagnatori ritorniamo alla macchina e il viaggio di ritorno me lo sono dormito profondamente, lasciando a Michele il gravoso compito di condurre la mia autovettura sino alla nostra terra natia.

Alla prossima avventura amici. Ci vediamo al CitizenCamp. Io e Michele, questa volta, avremo la nostra presentazione.

Un solo interrogativo per i partecipanti: è possibile svolgere una qualsiasi attività senza corredarla del numero di versione qualcosapuntozero?

Ringrazio tutti coloro che hanno reso speciale il Marcamp, organizzando, partecipando e vivendo un sabato molto speciale. Saluti DUEPUNTOZERO a tutti.

By Luca Sartoni

Team Lead at Automattic, WordPress contributor, co-organiser at WordCamp Europe, blogger, photographer, geek, nerd.

4 replies on “Marcamp – Come ve lo racconta un informatico.”

[…] Passo a prendere Dario, Gioxx ed Elena e andiamo al CitizenCamp. In macchina abbiamo 2 TomTom e un MaemoMapper ma nessuno di noi ha preso su l’indirizzo quindi la tecnologia non può venirci incontro e neppure guidarci a destinazione. Per fortuna Elena sa la strada e senza alcun intoppo giungiamo alla meta. Il parcheggio è facile e non crea difficoltà come successe ad Ancona. Ben altri saranno gli episodi che mi faranno ricordare il CitizenCamp. […]

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